
Autore: Georges Simenon
Titolo: Le persiane verdi
Traduzione: Federica Di Lella, Maria Laura Vanorio
Editore: Adelphi
Anno: prima edizione 1950
Pagine: 208
Genere: Romanzo psicologico
Voto: ★★★★★
Trama
La storia di un celebre attore parigino, cinico e scorbutico, e della sua ossessione verso la morte scatenata da una diagnosi e da una vita in cui sembra non aver lasciato nulla.
Le mie impressioni
Sono immotivatamente contento ogni volta che osservo che la pagina più visitata del mio sito – micro vascello perso nell’infinito mare del web – è quella dedicata ai romanzi duri di Simenon. Sono il mio rifugio sicuro, la certezza di una lettura totalizzante, l’approdo sicuro quando ho sbagliato un paio di porti (come in questa settimana letterariamente rivedibile).
“Le persiane verdi” non ha fatto eccezione, affatto. Nonostante la scafatezza del lettore ormai esperto (sic), mi sorprende sempre la capacità soprannaturale di un autore capace di leggere e raccontare le miserie umane con tale profondità: si fatica, persino, ad accettare fino in fondo che il protagonista non sia esistito, che questa non sia una biografia a tinte nerissime di una vita vera. Ironico, e oltremodo opportuno, il prologo in cui Simenon – a scanso di equivoci e di querele – chiarisce di non essersi ispirato a nessuno, che non c’è correlazione con la realtà, che tutto è nato nelle sue invidiabili sinapsi. Pare non vero.
Maugin, attore celebre e celebrato, è un personaggio orrendo, di quelli che riga dopo riga non puoi sopportare. Eppure, la sua ricerca di felicità (di “persiane verdi”, per restare nell’ allegoria) sotto sotto commuove, perché intuisci che dietro cinismo, prevaricazione di affetti e collaboratori, ruvidezza quotidiana di nasconde un desiderio che è nel cuore di tutti, e che sembrerà più vicino (o più compreso) solo nelle ultime, indimenticabili venti pagine.
Che de-scrittore dell’animo umano, Simenon!
Cosa ne disse l’autore
«Forse è il libro che i critici mi chiedono da tanto tempo e che ho sempre sperato di scrivere … un’opera capitale»
Linkografia
L’elenco dei romanzi duri di Georges Simenon, e qualche recensione
Quarta
Prepotente, scorbutico, cinico (ma segretamente generoso), regna da tiranno su un piccolo mondo di sudditi devoti e trepidanti, fra cui la giovanissima e amorevole moglie, ma vive nella costante paura della morte e nella nostalgia dell’unica cosa che non ha mai conosciuto: la pace dell’anima – quella cosa tiepida e dolce a cui il suo desiderio attribuisce la forma di una casa con le persiane verdi.