
Autore: Georges Simenon
Titolo: Domenica
Traduzione: Daniela Salomoni
Editore: Adelphi
Anno: 1959 prima edizione in lingua originale
Pagine: 159
Genere: Romanzo psicologico
Voto: ★★★★ / 5
Trama
Una locanda, un matrimonio difficile (e sostanzialmente combinato), una tragedia nell’aria.
Le mie impressioni
Leggo che Simenon sfiorò un Nobel (credo fosse il 1957): affermazione che mi avrebbe fatto sobbalzare fino a qualche anno fa, quando ancora per me l’equazione Simenon = Maigret era sostanzialmente esclusiva, e non avevo ancora avuto la fortuna di incrociare le piccole-grandi gemme letterarie che raggruppiamo nella categoria dei “romanzi duri“
“Domenica”, edito as usual dai tipi di Adelphi che non ringrazieremo mai abbastanza, è perfettamente paradigmatico di quanto questo insieme di romanzi brucianti, tesissimi, totalizzanti per il lettore avessero come caratteristiche principali: nel raccontare la storia di Émile, cuoco e locandiere in Costa Azzurra, e del suo matrimonio – sostanzialmente combinato – con Berthe, avvertiamo ognuna delle peculiarità di scrittura di un autore gigantesco: il focus potentemente orientato alla psicologia del protagonista, il suo sentirsi infelicemente ingabbiato, le sue azioni – spesso lontane dalla morale e dalla opportunità – nella spasmodica ricerca di una liberazione ne fanno personaggio dai mille chiaroscuri, che attrae e insieme ti fa provare repulsione.
Il primo terzo del libro, poi, è purissima accademia, nel senso più meritevole e forte del termine: il continuo riferimento ad un qualcosa che è stato pianificato e che dovrà avvenire, la preparazione di qualcosa che non sai (ma che già avverti come potentemente esplosivo), i flashback con l’intento di consentirti di inquadrare contesto ed eventi passati sono da manuale del genere, anche se faticherei a definirne uno solo: c’è una modernità assoluta, direi thrilleristica, e c’è una evidenza di romanzo psicologico a cui solo grandi autori ci hanno abituato.
A quale sia il piano da compiersi in una domenica primaverile arriviamo poco a poco, e quando tutto è ormai chiaro Simenon preme sull’acceleratore: anche per un lettore scafato (ahimè, ormai mi tocca considerarmi tale) il trucco narrativo è evidente, e forse una intuizione del finale anche, ma c’è una sorta di irresistibilità che fa scomparire spazio e tempo. Devi assaporare anche l’ultimo boccone del piatto che ha cucinato Simenon, cuoco, locandiere, scrittore.
Linkografia
L’elenco dei romanzi duri di Simemon
Una presentazione dei romanzi duri su lastampa.it
Quarta
È una bella domenica di maggio in Costa Azzurra: l’aria è mite, l’alta stagione è alle porte, e alla Bastide, una tipica locanda a conduzione familiare ai piedi del massiccio dell’Estérel, tutti si muovono come dietro le quinte di un teatro, in attesa della consueta invasione all’ora di pranzo. Ma per Émile, che è arrivato dalla Vandea quando era solo un ragazzo e ha risollevato le sorti dell’attività con i suoi manicaretti sopraffini, questa domenica, iniziata come tante altre, è in realtà una giornata decisiva, destinata a chiudere una partita che va avanti ormai da anni.