(Messaggio di servizio familiare: sì, lo so che devo andare a fare le analisi del sangue).

Stavo pensando al lupo, al sasso e alla antica favola ungherese che lo racconta, e che regala un pezzo di titolo al nuovo, convincente romanzo di Mauro Covacich. Stavo pensando che è come quando fai le analisi del sangue: te ne tolgono pochino, lo guardano per bene, e dal particolare si risale alla totalità, da un dettaglio si ricava un quadro.

Continuo a pensare al lupo e al sasso perché mi sembra che in quella storia ci sia già dentro tutto: c’è allusione non esplicitata, c’è il mistero di vite che si incrociano, c’è la parabola di comportamenti inattesi, forse persino contro la natura intima ed originale dei personaggi, umani o animali che siano. Caratteristiche, tutte, così tipiche dei romanzi di Mauro Covacich, che continua a sorprendermi e affascinarmi. A cuocere la zuppa di sasso sul fuoco ci sono Elena, fisioterapista, Max – che vive con lei e Lina – c’è Carlotta, la ex di Max che conduce una doppia vita sempre sul filo del rasoio, nessuna delle quali di vera soddisfazione. E c’è la mamma di Elena, che abita mirabilmente il confine fra vita e morte, fra un mazzo di rose rossa e il dolore.

C’è, soprattutto, Lina, una bambina affetta dalla sindrome di Down, curiosa, energica, emotiva, meravigliosa. E’ lei il centro di tutto, il motore di emozioni, la pietra focaia che accende il fuoco delle vite che la circondano.

C’è persino il narratore, che fa capolino di tanto in tanto tra le pagine, con un effetto niente affatto straniante e perfettamente funzionale: non un trucco narrativo di quelli da cui stare lontani (cit.), ma una voce vera.

Questo romanzo potente, ambientato in una Roma dal doppio volto (ma, amici giuliani, un po’ di Trieste c’è) genera domande e pretende personalissime risposte ed è lì, in una zuppa di sasso. Ed è un piatto prelibato, sospeso fra incredulità e realtà, fra compagnia e solitudine, fra istinto e desiderio.

8/10

Quarta di copertina

Lina è una bambina di nove anni, è diversa dai suoi compagni di scuola ma è capace di accendere il cosmo intorno a lei. Sua madre Elena, dopo la separazione dall’ex marito, la cresce nella periferia di Roma insieme al nuovo compagno, Max, uno scrittore in crisi. Max si affeziona a Lina, va a prenderla a scuola, le racconta le fiabe, la osserva complice dei suoi misteriosi comportamenti e, soprattutto, la difende dalle cattiverie del mondo.

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