
Autore: David Peace
Titolo: Red or dead
Traduzione: Pietro Formenton – Marco Pensante
Editore: Il Saggiatore
Anno: 2013 prima edizione in lingua originale
Pagine: 648
Genere: Romanzo e biografia sportiva
Voto: ★★★★ / 5
Trama
Biografia romanzata alla David Peace di Bill Shankly, leggendario allenatore del Liverpool a cavallo fra anni 60 e 70.
Le mie impressioni
Red or Dead, biografia monumentale ed epica allo stesso tempo, racconta gli anni di Bill Shankly al Liverpool, dal 1959 al 1974, e l’inevitabile vuoto dopo il ritiro: se non avete mai letto David Peace, sappiate che si fa una gran fatica, e che la sua è fra le voci più potenti di questo cinquantennio (la trilogia di Tokio non la dovete perdere). C’è un grande “Ma” narrativo: dovete essere disponibili.
Disponibili a una prosa che che ripete se stessa fino a diventare ossessiva: frasi di quattro, cinque parole. Partita dopo partita, marcatore dopo marcatore, allenamento dopo allenamento. I gesti casalinghi di Shankly, la descrizione di qualche attacco d’ansia: tutto un bum-bum-bum che è difficile da descrivere e (a volte) anche da leggere. Ma, insensatamente, improvvisamente, imparabilmente la cadenza inizia a trascinarti, e non sai bene perchè, e chiudi l’ultima e son 700 pagine. Settecento.
La trama è quasi un pretesto: Shankly approda in un Liverpool di Second Division, lo risolleva, lo porta a vincere campionato e FA Cup. Costruisce un metodo fatto di lavoro, sudore e fatica. E di una fedeltà quasi religiosa per città e tifosi. Peace elenca ogni risultato, ogni formazione, ogni classifica, come se la ripetizione fosse l’unico modo onesto di raccontare un’ossessione. E poi, nel 1974, Shankly si dimette all’apice, e il libro cambia passa: dalla epica del campo si passa alla desolazione della pensione, alle passeggiate, alle telefonate non fatte, a un uomo che ha dato tutto a un lavoro e non sa più cosa fare di sé.
È qui che Red or Dead smette di essere un romanzo sportivo e diventa un romanzo sul tempo, sulla fatica, sull’identità che si consuma nel gesto quotidiano. Ed è qui che quella ripetizione narrativa acquista il suo senso più profondo: la stanchezza data da gesti, momenti, pensieri costanti.
Non è un libro per tutti: capisco chi racconta di averlo abbandonato dopo cento pagine. Ma se resisti, Peace ti restituisce qualcosa di raro: la sensazione fisica di cosa significhi dedicare una vita a un’unica cosa, farla bene, e poi doverla lasciare.
Linkografia
La leggendaria carriera di Bill Shankly sul sito ufficiale del Liverpool
A liverpool c’è un hotel dedicato
Quarta
Nel 1959 il Liverpool Football Club era da anni nella seconda divisione del campionato inglese. Il Liverpool Football Club non aveva mai vinto la Coppa d’Inghilterra. Quindici stagioni più tardi il Liverpool Football Club era tornato in prima divisione, aveva vinto tre campionati, due Coppe d’Inghilterra, la Coppa Uefa e si era imposto come una delle squadre più forti d’Europa. Artefice di questo successo, l’uomo destinato a diventare una figura leggendaria dello sport: Bill Shankly.