“Una pistola in vendita” è uno di quei romanzi che mette orribilmente in difficoltà chi organizza la propria libreria per genere letterario e provenienza degli autori, secondo la prima macroscopica suddivisione “letteratura italiana” e “letteratura straniera”, isolando però i gialli-thriller-noir in una (ingombrante, molto ingombrante) sezione a parte. Eh già, e dove lo piazziamo adesso questo piccolo-grande capolavoro noir che travalica i confini del genere e si avvicina – per profondità – ai Greene più profondi e celebrati?

Il romanzo di apre con un omicidio. No, detto così è troppo facile: le prime sette pagine (nell’edizione che ho in mano io) presentano il protagonista, il contesto, una vittima, e raccontano uno (in realtà due) omicidi. Sette pagine. E’ un avvio talmente fragoroso che mi sono domandato se il resto del libro sarebbe stato in grado di mantenere il livello di tensione. Spoiler: sì.

La storia di Raven, sicario professionista, lontano da ogni scrupolo morale purché lo paghino, e parallelamente quella di Mather, investigatore con l’obiettivo di fare carriera per poter sposare la sua bella naturalmente si incrociano, ed è qui che la grandezza letteraria di Graham Greene si manifesta: andando oltre una trama che offre qualche colpo di scena e uno sviluppo che ha una sua classicità (il predatore che diventa preda, segreti istituzionali che si svelano poco a poco), è lo sviluppo dei personaggi a far gridare al miracolo narrativo: l’introduzione di De Cataldo (magnifica) si concentra pienamente su questo aspetto e ne racconta tutta la potenza, in una giostra continua di debolezze, redenzione, fragilità, comprensione.

E per chiudere, lode ad un testo del 1936 che ha una contemporaneità evidente: Greene avvertiva pienamente – e non può che farlo sgordare dalla penne – l’odore orrendo di un nuovo conflitto in arrivo, e la minaccia di una guerra di scala almeno europea percorre tutte le pagine del romanzo e ne costituisce ossatura e parte decisiva della trama; tra criminali e guerrafondai, fra interessi economici e scenari di poteri mutevoli, fra politica internazionale e piccole vite alla deriva, non siamo troppo lontani dalle cronache del nostro quotidiano.


AutoreGraham Greene
TitoloUna pistola in vendita
EditoreSellerio
CollanaLa memoria
Anno di Pubblicazione2020 – prima edizione 1936
N° pagine320
ISBN978-8838941252
Amazon.itcartaceo 14,95 €, ebook € 9,99

Riassumendo
  • 8.5/10
    Un grandissimo noir - 8.5/10
8.5/10

Quarta di copertina

Raven è un assassino privo di sentimenti di pietà, con un passato da dimenticare, marchiato da un viso sfigurato; non si può fidare di nessuno all’infuori di se stesso. Assoldato per eliminare il ministro della Guerra cecoslovacco e concluso con successo l’incarico, Raven torna in Inghilterra e si ritrova nei guai, costretto a scappare perché l’intermediario tra lui e i mandanti dell’omicidio l’ha pagato con banconote rubate che mettono la polizia sulle sue tracce.

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