Mi rendo conto che la spinta alla lettura non è arrivata esattamente da un impeto etico-morale, ma dal fatto che Lopes, cronista di Radio Vaticana, è originario della Guinea Bissau, tappa impegnativa nel reperimento autoriale per il mio giro del mondo letterario. Mi si perdonerà la leggera forzatura, soprattutto perché è stata una lettura che mi ha profondamente coinvolto.

A partire dal titolo, che pare una provocazione (naturalmente lo è), ma che sottende un ragionamento che va infinitamente oltre: non si invoca, ci mancherebbe altro, una “professionalità nell’essere razzisti”, ma si intende insistere – ed è opportuno – sulla leggerezza con cui affronta il tema, in fondo convinti (auspicabilmente lo siamo tutti) che “essere razzisti” sia un’altra cosa.

Sì, ma un’altra cosa da che? Certamente un’altra cosa dalle teorie che hanno orribilmente macchiato la storia umana anche recentemente, ma non da un certo tipo di comunicazione – anche politica, ma non solo politica – che non semplifica ma banalizza, che non offre spazio al ragionamento ma solo all’affermazione di un principio, che non tiene conto delle infinite sfumature delle storie e delle biografie di donne e uomini e affonda la sua origine persino nella filosofia più insospettabile.

Concepito nella forma di una epistola alle giovani generazioni, il saggio di Lopes – colto, circostanziato, affascinante per quanto è leggibilissimo – ha il merito di non limitarsi alla denuncia ma di guardare al futuro, un futuro rischiarabile da una luce che bisogna avere il coraggio di intravedere.

Ho la fortuna, grazie al lavoro di MoglieRiccia, di avere un osservatorio privilegiato sul nostro futuro, e a volte ho la netta sensazione che la descrizione che facciamo di quei giovani a cui Lopes si rivolge (apatici, individualisti, persi nell’irrealtà) sia influenzata da una grande paura: quella di accorgerci che in fondo siano (o stiano diventando) decisamente migliori di noi. E su questo tema mi sembra già lo siano.


AutoreFilomeno Lopes
TitoloNon amo i razzisti dilettanti
EditoreCastevecchi
CollanaLitorali
Anno di Pubblicazione2020
N° pagine143
ISBN978-8832902075
Amazon.itebook 9,99 €, copertina flessibile 14,45 €

PROGETTI
Giro del mondo letterarioGuinea Bissau
Riassumendo
  • 8/10
    Un saggio, una lettera ai giovani, una riflessione - 8/10
8/10

Quarta di copertina

Nella forma di un’appassionata lettera ai giovani, senza ipocrisie né risentimenti, ha percorso la pesante eredità storico-culturale europea: dalla schiavitù al colonialismo, dal Codice Nero di Luigi XIV al genocidio degli Herero compiuto dalla Germania di Bismark. Trovando il germe di tanto razzismo di oggi nello stesso canone del pensiero occidentale: gli illuministi, Kant, Hegel, Montesquieu, Hume.

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