Che Manuel Puig fosse un grandissimo della letteratura moderna mi era già apparso chiaro terminata la lettura di “Una frase, un rigo appena”, altro titolo presente – come “Il bacio della donna ragno” appena terminato – nella lista dei 1001 libri da affrontare ad ogni costo.

“Una frase, un rigo appena” è un romanzo bellissimo, con una sua dimensione. “Il bacio della donna ragno” le dimensioni le supera, si innalza su una scala diversa, fatta di gradini che superano lo spazio e di corrimani a cui appoggiarsi che innestano la loro sicurezza sulla solida realtà. Soprattutto, “Il bacio della donna ragno” supera in alcuni modi miracolosi (e persino un filo disturbanti) il limite della carta stampata e volteggia altrove, lì dove i confini fra vita e letteratura appaiono più labili.

A partire dell’ambientazione e dal peculiare stile narrativo: l’intera vicenda si svolge – salvo qualche scena – nell’angusto spazio di una cella, e non esiste voce narrante. Il racconto si sviluppa nei dialoghi fra Valentin (rivoluzionario, oppositore politico, voce simbolo per un autore argentino che vuol raccontare al mondo del suo paese nel 1976) e Molina, un gay in carcere per corruzione di minori (altro simbolo evidente della repressione del regime. Fra i due, pur così distanti per una serie quasi infinita di motivi, si instaura un confronto che passa dai racconti di trame di film, utilizzati come diversivo alla noia e ai soprusi del carcere e vera ossatura del romanzo nel suo insieme, intervallati nel testo da considerazioni storico-scientifiche dell’autore sull’omosessualità (ecco, il rigore scientifico è certamente altissimo ma credo che un sondaggio dimostrerebbe una larga applicazione di una delle libertà del lettore riassunte da Pennac nel “diritto di saltare le pagine”…).

Sto leggendo “Kafka” di Mauro Covacich, e a pagina uno che un brano tratto da una lettera dell’auore de “La metamorfosi” a un amico: “«Se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio, a che serve leggerlo? […] Un libro deve essere la scure per il mare gelato dentro di noi. Questo credo».

“Il bacio della donna ragno” è una affilatissima scure, senza alcun dubbio.


AutoreManuel Puig
TitoloIl bacio della donna ragno
EditoreSUR
Collana
Anno di PubblicazionePrima edizione in lingua originale: 1976
N° pagine302
ISBN978-8869980756
Amazon.itcartaceo 15,67 €, ebook € 9,99

PROGETTI
1001 libri da leggere132 / 1001
Riassumendo
  • 8/10
    Su tanti livelli - 8/10
8/10

Quarta di copertina

Valentin Arregui è un giovane di ventisei anni, leader di un movimento politico dissidente; Luis Molina invece di anni ne ha circa quaranta ed è omosessuale: il loro destino si incrocia in un carcere di Buenos Aires. Qui i due condividono la detenzione e tentano di distrarsi a vicenda raccontandosi vecchi film patinati.

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