Recensione Vento in scatola: l’ultimo romanzo di Marco Malvaldi

Recensione Vento in scatola: l’ultimo romanzo di Marco Malvaldi
22 Giu 2019

Vento in scatola nasce dall’incontro fra Marco Malvaldi e Glay Ghammouri avvenuto durante un corso di scrittura creativa tenuto dal non-solo-giallista nella Casa Circondariale Don Bosco di Pisa, e l’evidenza di un vero incontro umano traspare perfettamente da ognuna delle pagine che compongono il romanzo. Ci sono collaborazioni che nascono per pura convenienza, a volte anche editoriale: qui siamo evidentemente distanti anni luce da ogni operazione pietistica, ed è un gran bene.

Allo stesso modo, è un gran bene che non ci sia stata la tentazione di cedere alla retorica: la vita intramuraria dei carcerati è descritta, nella cornice di un romanzo che è naturalmente finzione, con un realismo che immagino sia molto vicino al vero, inclusi i rapporti con le guardie, le dinamiche sociali fra i detenuti, sogni e speranze. In questo contesto narrativo, evidentemente più vicino al pensiero e alla penna di Ghammouri, si cala Marco Malvaldi, che ammanta Vento in scatola della sua insuperabile ironia a volte venata di malinconia: a partire dal protagonista, un broker tunisino finito in carcere per un reato che non ha commesso, e in cui riconosciamo tutte i nostri pregiudizi, mentre risulta impunito per una truffa particolarmente ben architettata di cui è colpevole.

Vento in scatola è scorrevole, intrigante nello sviluppo, forse solo un po’ affrettato nel finale, che avrebbe meritato più ampio respiro. Ma è un buon romanzo, capace di intrattenere e, contemporaneamente, di provare a spostare drasticamente lo sguardo, ricercando una nuova prospettiva e una capacità di giudizio.

SCHEDA LIBRO
Autori: Marco Malvaldi, Glay Ghammouri
Titolo: Vento in scatola
Editore: Sellerio
Collana: La memoria
Pagine: 204
ISBN: 978-8838939198
Prezzo (Amazon.it, clicca qui per 15% sconto): cartaceo copertina flessibile: € 11,90; ebook: € 9,99

7.5/10

Riassumendo

Una collaborazione nata tra le mura di un carcere, un romanzo sospeso fra realtà e sottilissima ironia inventiva.

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Alfonso d'Agostino

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