(Continuo a essere debitore a Giorgio Ballario per aver fatto incrociare al protagonista dei suoi romanzi la figura storica del Tenente Amedeo Guillet. Da “Le rose di Axum” a “Amedeo. Vita, avventure e amori di Amedeo Guillet” il passo è stato breve, da quest’ultimo a “La guerra privata del tenente Guillet” direi altrettanto.)

Confesso di essermi dato una pacca sulla spalla da solo: di solito quando mi prende una curiosità viscerale per un argomento o – come in questo caso – per una figura storica realmente protagonista di un pezzo di storia del nostro paese, le letture di tomi su tomi diventano incontrollabili e continue, e devo ammettere che anche la mia capacità di fare conversazione si affievolisce nella mono-tematicità: MoglieRiccia ne è conscia e sopporta, ma in questo caso sono riuscito a fare passare quasi un anno intero fra i racconti derivanti dalla lettura di “Amedeo” e quelli che arriveranno adesso che ho terminato “La guerra privata del tenente Guillet”. Quindi, se mi stai leggendo, sappi che stanno arrivando.

“La guerra privata del tenente Guillet” si concentra, come intuibile fin dal titolo, sulla resistenza messa in atto dietro le linee nemiche da Amedeo Guillet e dalla banda di combattenti locali rimasti fedeli al Comandante Diavolo nel corso della seconda guerra mondiale. Una fedeltà all’uomo prima che all’ideale o a una nazione che molti dei guerriglieri avrebbero faticato ad indicare su una mappa: Guillet riusciva a miscelate quasi miracolosamente rispetto e carisma, autorità e condivisione, e questa sua capacità di leggere gli animi sarebbe poi stata decisiva nella carriera diplomatica dopo la guerra.

Ma il termine che più mi ha dominato durante la lettura è stato “cavalleria”, nel suo duplice significato. Da una parte, descrittivamente, Guillet comandó certamente le ultime cariche a cavallo nella guerra in Africa e probabilmente le ultime della Storia. Dall’altra, i riconoscimenti ricevuti dal nemico, durante e dopo la fine del conflitto, riportano alla memoria momenti di storia antica, sprazzi di umanità nei contesti della tragedia più antica, ripetuta e stupida del nostro percorso di esseri viventi.

Quella di Amedeo Guillet è una figura che non smette di stupire e affascinare.

 

SCHEDA LIBRO
Autore: Vittorio Dan Segre
Titolo: La guerra privata del tenente Guillet
Editore: Corbaccio
Collana: –
Pagine: 235
ISBN: 9788879720267

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Riassumendo
  • 8/10
    Un'avventura nell'avventura - 8/10
8/10

Quarta di copertina

Questo libro è una medaglia su cui sono ritratti due volti. Il primo è quello del suo protagonista: Amedeo Guillet, ufficiale di cavalleria, comandante di un Gruppo Bande a cavallo che fece contro gli inglesi, durante la seconda guerra mondiale, una sorta di guerra di corsa fra le colline e le pianure desertiche dell’Eritrea. Dopo la resa dell’esercito italiano in Africa Orientale, Guillet continuò a combattere. Vestito come un arabo, si mise alla testa di una banda composta da guerriglieri eritrei, etiopici e arabi. Dopo mesi di guerriglia dovette nascondersi a Massaua a lavorare come acquaiolo sino al giorno in cui riusci ad attraversare il Mar Rosso per raggiungere lo Yemen neutrale

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