Autore: Fredrick Backman
Titolo: La città degli orsi
Traduzione: Andrea Stringhetti
Editore: Mondadori
Anno: 2016 (prima edizione in lingua originale)
Pagine: 456
Genere: Romanzo
Voto: ★★★★★

Trama

Una città in crisi, una squadra di juniores che può risollevarli, alcuni potenziali campioni e un evento che cambierà la storia.

Le mie impressioni

Quando ho scelto di affrontare “La città degli orsi”, credevo di sapere cosa potermi aspettare: non era il mio primo Backman – li sto anzi attentamente centellinando – ed ero pronto a commuovermi un po’, preoccuparmi per i protagonisti, vivere una esperienza di lettura intensa ed avvolgente.

Per un buon primo terzo del libro è stato così: i personaggi sono (come sempre) in-cre-di-bi-li, non ne scorgi uno che non sia funzionale al romanzo e insieme perfettamente disegnato. I rapporti umani, familiari o di amicizia che siano, specchiano momenti e situazioni che hai vissuto, ti riportano a momenti indimenticabili (o che vorresti cancellare) vissuti in adolescenza o in età adulta. O, persino, che sono parte del tuo quotidiano. C’è poi la passione di una intera cittadina, per il resto piuttosto in crisi, per uno sport: in questo caso è l’hockey, ma se il romanzo fosse ambientato in Inghilterra o in Italia potrebbe essere una storia che ha a che vedere col calcio, o con il basket negli States, e funzionerebbe.

(c’è questa frase a cui ero arrivato anche io quando andavo allo stadio, parafraso ma il senso è quello: non si può essere atei quando gioca la tua squadra del cuore).

Poi succede UN FATTO, e odio non poterlo dire perchè è esattamente il silenzio una delle conseguenza a cui porterà: è un fatto preparato dalla abilità di Backman di giocare con il lettore in un dico-non dico thrilleristico, sai che sta per succedere qualcosa (te lo dice proprio), ma non sai cosa ed è in qualche modo peggio. Poi accade.

Ecco, ero pronto a commuovermi, pensare, ricordare. Non ero pronto ad arrabbiarmi, di quella arrabbiatura che andrebbero scritte con la parola con due z, che ti fa tremare le mani, che non riesci a tenere la stessa posizione anche se sei sul lettino in riva al mare e c’è un venticello amorevole. E tu no, sei talmente inc-arrabbiato che ti accorgi che ti muovi. E non puoi farci niente.

Backman è un narratore di razza purissima. Spero che “La città degli orsi” vi faccia arrabbiare forte.

Dettagli

Dicono che da “La città degli orsi” verrà tratta una serie TV. Speriamo bene.

Linkografia

Un memorabile intervento dell’autore

Acquisto su Amazon.it

Uno scrittore amatissimo su Goodreads

9/10

Quarta

«È l’inizio di marzo a Björnstad e non è ancora successo niente. È venerdì e tutti sono in attesa. Domani la squadra juniores del Björnstad Hockey giocherà la semifinale del massimo campionato nazionale giovanile. Quanto può essere importante?»

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