
Autore: Elmore Leonard
Titolo: La scorciatoia
Traduzione: Lidia Perria
Editore: Marco Tropea Editore
Anno: prima edizione lingua originale 1990
Pagine: 240
Genere: Hard boiled
Voto: ★★★★☆
Trama
Storia di uno strozzino (affascinante) e delle sue periperie nel recupero di un credito, che lo faranno entrare in contatto con il mondo del cinema hollywoodiano.
Le mie impressioni
Diciamolo subito, senza troppi giri di parole: le prime venti pagine de La scorciatoia sono quelle che salvano la giornata a chiunque abbia il vizio di farsi convincere da un ottimo incipit(io, per dire, lo faccio sempre, e capita mi sbagli — ma qui no). Chili Palmer, strozzino di Miami con la faccia da duro e il vizio di prendersela troppo a cuore, insegue un debitore fino a Las Vegas e poi, per una serie di equivoci degni di una commedia degli errori, si ritrova invischiato nel mondo del cinema di Los Angeles. Da lì in poi il libro ti prende per il colletto e ti sbatte dentro la storia senza troppe cerimonie, come quell’amico che ti trascina a una festa dicendo “fidati” (e per una volta, forse la prima, ha ragione).
Poi, certo, il romanzo prosegue, e qui bisogna essere onesti: non tutto regge lo stesso ritmo forsennato dell’apertura, soprattutto quando Chili inizia a invischiarsi nella produzione di film invece di riscuotere debiti. Ma va bene così, perché nel frattempo ti sei già innamorato di lui: un personaggio costruito col bisturi più che col pennello, pieno di crepe, di bugie che si racconta da solo, di momenti in cui vorresti abbracciarlo e altri in cui lo prenderesti a schiaffi. Chiaroscuro vero, non quello finto e patinato che va tanto di moda oggi.
E poi i dialoghi. È lì che il libro respira davvero: battute che sembrano rubate a una conversazione vera, tra uno strozzino, un produttore di serie B e una diva sul viale del tramonto, dove nessuno dice esattamente quello che pensa e proprio per questo capisci tutto perfettamente.
Avevo dei dubbi sull’inserimento nella lista dei 1001 libri da leggere prima di morire, dettati da sostanziali pregiudizi: “La scorciatoia” non è un capolavoro assoluto, ma merita il biglietto d’ingresso anche solo per come inizia e per come (ci) parlano i suoi personaggi.
Dall’autore
«Probabilmente non smetterò finché non smetterò con tutto, non lascerò questa vita, perché è tutto quello che so fare. Ed è divertente. Mi diverto a scrivere e molto tempo fa ho detto a me stesso: “Questa cosa deve divertirti, altrimenti ti farà impazzire”»
Linkografia
1001 libri da leggere: la lista
Quarta
os Angeles, oggi. L’ex marinaio e poliziotto Dick Henry si guadagna da vivere come ‘Scorciatoia’: risolve problemi.