Novecento: ancora oggi, che nel nuovo millennio ci siamo già entrati da un bel po’, il Novecento appare – in particolare per quanto accaduto dopo la seconda guerra mondiale – ancora un po’ a a cavallo fra storia e cronaca. E’ la magia della storia che più contemporanea (quasi) non si può: in alcuni casi l’abbiamo vissuta, in altri l’abbiamo vista in tv, in altri ancora è nei racconti dei genitori o degli amici più esperti. E se non fosse così, magari per motivi essenzialmente anagrafici, l’undicesimo “Cose spiegate bene” è una perfetta bussola per orientarsi in un pezzo di storia patria che Jha ancora tanto, tantissimo da dire anche alla nostra quotidianità.
Oltre che un oggetto letterario di rara bellezza (quanto ho amato le illustrazioni di Alessandro Baronciani), “Novecento, il secolo scorso” è – con molta evidenza – frutto di una selezione – e già sento i “eh ma non c’è nulla su questo”: tralasciando l’ovvia speranza, non so se realizzabile, di un “volume due”, credo sia proprio la cifra di questo tipo di saggistica, che non vuole restare troppo in superficie, e sarebbe inevitabile moltiplicando ulteriormente gli argomenti, e neppure ergersi a voce definita su un fatto storico: i testi stuzzicano, ingolosiscono, aprono alla necessità di saperne di più, rendendoci parte attiva nella ricerca di approfondimenti, bibliografie, ricerche.
Particolarmente degni di nota l’elogio della conversazione di Claudio Giunta, gli approfondimenti (a volte sorprendenti) sul divario Nord-Sud, una bella sintesi della vita romanzesca di Coppi, la storia della “legge truffa”, il racconto di e da Milano 2. Ma è tutto il volume a valere decisamente la spesa, tra l’altro perfetto per letture rapide e non necessariamente continue. Gioiellino.
Titolo: Novecento, il secolo scorso
Editore: Iperborea
Collana: Cose spiegate bene
Anno di pubblicazione: 2024
Pagine: 304
ISBN: 9978-8870917796
Acquisto: Amazon.it (5% sconto): cartaceo € 18,05
Riassumendo
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Prezioso - 8/108/10
Quarta di copertina
Nonostante sia passato già un quarto di secolo da quando è finito, la storia del Novecento italiano è tuttora molto presente nella discussione pubblica: ma intanto oltre il venti per cento della popolazione nazionale non ne ha una conoscenza diretta nemmeno per un minuto, essendo nato dopo il 2000.
