Ci sono libri che, mentre li leggi, ti fanno venire voglia di comprare altri libri. Storia confidenziale dell’editoria italiana di Gian Arturo Ferrari appartiene senza dubbio a questa categoria. Il risultato? Ho finito la lettura con un taccuino pieno di titoli da esplorare e una lista di desideri librari che probabilmente metterà a dura prova il mio portafoglio. Ma questa è un’altra storia.
Il bello del libro è che riesce a essere due volumi in uno, e funzionano entrambi alla perfezione. Da una parte è un viaggio nella storia dell’editoria italiana, raccontata senza pedanteria accademica ma con il gusto di chi ama visceralmente l’editoria e conosce davvero i protagonisti, le rivalità, le intuizioni e gli errori che hanno costruito il panorama editoriale del nostro Paese. Ferrari racconta editori e collane come se fossero personaggi di un grande romanzo, facendo emergere quanto le idee, prima ancora dei bilanci, abbiano contribuito a cambiare la cultura italiana.
Contemporaneamente, la lettura mi ha fatto sentire come se qualcuno mi avesse aperto una porta normalmente chiusa a chi legge soltanto. Ferrari accompagna il lettore dietro le quinte: le riunioni, le trattative, le scommesse sugli autori, gli ego smisurati, le intuizioni geniali e gli errori clamorosi. È il racconto delle dinamiche aziendali e dei retroscena che precedono la nascita di un libro, narrato con un equilibrio raro: competente ma mai autoreferenziale, ricco di aneddoti ma sempre al servizio della storia.
L’ironia dell’autore è uno degli ingredienti migliori. Non indulge mai nel pettegolezzo, ma sa sorridere delle debolezze di un ambiente che vive di prestigio, intuizione, fortuna e, ogni tanto, anche di qualche colossale abbaglio. Ed è proprio questo tono confidenziale a rendere la lettura così coinvolgente: sembra di ascoltare un editore esperto che, davanti a un buon bicchiere di vino, decide finalmente di raccontarti come funzionano davvero le cose.
Ho chiuso il volume con una certezza: da lettore guarderò ogni libro con occhi diversi. Dietro una copertina non vedrò più soltanto uno scrittore, ma una lunga catena di decisioni, entusiasmi, discussioni e azzardi.
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Quarta
Chi racconta questa storia di scrittori e editori, stampatori e mecenati, talenti e miserie è stato un protagonista dell’editoria italiana del Novecento. Ha lavorato in case editrici medie e grandissime, si è occupato di patrie lettere e letterature straniere, soprattutto ha incontrato persone e cose, attraversato epoche, inventato collane, assunto e licenziato.