Tappa islandese del mio giro del mondo letterario: sto andando in rigoroso ordine alfabetico, quindi se state canticchiando “e sognavo di andare in Islandaaaaaaa”, no xe colpa mia ma del Fato.
E che tappa letteraria strana, intrigante, lirica, totalizzante che mi è toccata!
Normalmente non sono un fan delle narrazioni eccessivamente incrociate, quelle in cui storie di personaggi e vicende di differenti piani temporali si incrociano: flashback e salti narrativi mi confondono, se a maneggiare con estrema delicatezza la materia letteraria non è una narratore di primissimo ordine.
Mi ha colpito, nella lettura de “I pesci non hanno gambe”, che della narrazione e dello sviluppo della trama mi sia (letteralmente) importato il giusto. Jon Kalman Stefansson è – con evidenza cristallina – baciato dal talento: la sua scrittura è potente, evocativa, ricca di immagini e immaginazione, straboccante di citazioni sulla vita e sul suo senso che normalmente mi farebbero alzare gli occhi al cielo, e che invece mi hanno trattenuto avvinghiato alle pagine di questa bella edizione Iperborea. La cura nella scelta di ogni parola, il dosaggio attento di capitoli che sviluppano le biografie dei protagonisti e di altri che si avvicinano alla saggistica, i riferimenti – sottili, quasi pudicamente celati – alla situazione sociale islandese fra basi americane abbandonate e cervellotiche quote ittiche mi hanno fatto sobbalzare più di una volta. C’è modo per scrivere di sentimenti senza scivolare nel trito, c’è la possibilità di raccontare di una natura particolarmente ostile senza perdere lo sguardo di una profonda umanità: Stefansson ci riesce perfettamente, e se per un momento perdi di vista lo sviluppo narrativo del romanzo, beh, chissenefrega, c’è tanto altro da cui farsi stracciare il cuore nelle stesse pagine. Ci sono le parole, perché “La vita cresce dalle parole, la morte dimora nel silenzio. Per questo dobbiamo continuare a scrivere, a raccontare, a mormorare versi di poesie e imprecazioni e così tenere lontana la morte, per un po’”
SCHEDA LIBRO
Autore: Jon Kalman Stefansson
Titolo: I pesci non hanno gambe
Editore: Iperborea
Collana: Gli Iperborei
Anno di pubblicazione: 2013
Pagine: 370
ISBN: 978-8870914474
Riassumendo
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Evocativo - 8/108/10
Quarta di copertina
È allora che Ari, poeta di vocazione ed editore di successo, manda tutto in frantumi, tradisce sua moglie e i tre figli e fugge dall’Islanda. È allora che sua nonna Margrét, un secolo prima, ritorna dal Canada piena di sogni, si toglie il suo vestito americano per il marito che ha scelto, ma si ritrova soffocata da un villaggio di pescatori che destina l’uomo al mare e la donna a un’inerte solitudine.