Correva l’anno 2013, MoglieRiccia era dall’altra parte del mondo, a Boston esplodevano due bombe e Rachel Kushner era nella cinquina finalista al National Book Award for Fiction e Franzen definiva questo romanzo come “il più bel libro letto quest’anno”. Spoiler: non lo vinse, ma il romanzo ebbe un certo successo e oggi campeggia sia nell’elenco dei 1001 da leggere che nella classifica del NY Times delle migliori opere letterarie del XXI secolo, e qualcosa vorrà pur dire.
Per noi che abitiamo nello Stivale, “I lanciafiamme” presenta un elemento di interesse in più: fosse un film, la prima scena sarebbe stata girata dietro casa mia, con un Ardito impegnato sulle rive dell’Isonzo. Un soldato che avvierà una dinastia e un’impresa industriale di produzione di motociclette che ci condurrà, nello sviluppo di una trama narrativa ambientata principalmente negli anni Settanta newyorkesi, a un continuo avanti-e-indietro fra States e BelPaese.
La storia di Reno, inquieta protagonista del romanzo, si sviluppa sotto due bandiere: le stelle e striscie di un paese pervaso da anni di ribellione, gruppi artistici in continuo mutamento, viaggi non solo metaforici, alcool a fiumi, ipotetica libertà di comportamento travestita da performance, e il tricolore nostrano fra la famiglia Valera (un po’ Pirelli e un po’ Agnelli, trascinati nelle due ruote), villa sul lago di Como, servitù, nobiltà decaduta, Anni di Piombo come sfondo che per un po’ sono solo eco lontano sui giornali, e sulla cui accuratezza storica magari stenderemmo qualche velo.
““Oltre le scale” gioca con i pesi in modo stupefacente. E’ il racconto di una ragazza della provincia USA più profonda che si muove in un contesto nuovo e universitario, e lo fa con una leggerezza che non corrisponde alle vicende che la segneranno. E’ la storia di una coppia di bianchi che adotta una bambina afroamericana, con un lui tendenzialmente assente e una lei con una stravaganza che potrebbe persino apparire frivola. E’ una storia sui destini, sulle paure di una nazione appena ferita l’11 settembre da quella apertura a chi “arriva da fuori” che ne ha svelato la debolezza.
“I lanciafiamme” è un romanzo ambizioso, potente, certamente ricco, difficilmente inquadrabile. Mi ha ricordato la playlist che mi regala Spotify, quelle in cui imposti un genere e in fondo te la godi, ma di tanto in tanto arriva il pezzo che ti fa gridare all’ubriachezza dell’algoritmo, e sei sempre lontano dal tasto skip e alla fine te la tieni, anche se ti sembra stia stonando.

| Autore | Rachel Kushner |
| Titolo | I lanciafiamme |
| Editore | TEA |
| Collana | tea biblioteca n. 49 Best Seller n. 60 |
| Anno di Pubblicazione | 2013 |
| N° pagine | 552 |
| ISBN | 978-8850242894 |
| Amazon.it | cartaceo con copertina flessibile € 11,00, ebook: € 7,99 |
| PROGETTI | |
| 1001 libri da leggere | 141/1001 |
Riassumendo
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Storico - 8/108/10
Quarta di copertina
Manhattan, 1977. Da poco giunta dal Nevada, la giovane e bellissima Reno viene introdotta nel mondo artistico da Sandro Valera, italiano la cui famiglia possiede una celebre fabbrica di moto e pneumatici e con cui presto allaccia una relazione. In questa New York in cui tutti paiono brillanti e inafferrabili, in fuga da se stessi e da relazioni stabili, dal proprio passato e da famiglie troppo ingombranti, la fusione tra l’arte e la vita è la prospettiva più elettrizzante: Reno trova lì la sua strada al sesso e all’amore e trasforma la sua grande passione per le due ruote in un progetto artistico.