A volte dai libri bisogna solo lasciarsi sorprendere.

“Allah 99” di Hassan Biasim è atterrato sul mio comodino per un motivo semplice: mi serviva un autore iracheno per il mio giro del mondo letterario e non è che le scelte fossero infinite. Questa, che veniva descritta come la storia di uno scrittore emigrato in Finlandia diventato autore di un blog in cui vengono raccolte novantanove interviste a chi è stato colpito da guerra, terrorismo ed emigrazione clandestina, mi è sembrata una buona scelta, e qualche sera fa è diventata la compagnia di viaggi in metropolitana e letture pre-sonno.

Non ne avrei minimanete immaginato la forza narrativa.

“Allah 99” è un universo di storie, raccontate con stile semplice – a volte persino un po’ ingenuo, e con qualche caduta – ma con una potenza narrativa che mi ha ricordato grandi nomi. Nell’alternanza fra le interviste e uno scambio epistolare, pieno zeppo di riferimenti culturali e letterari, ti ritrovi a dialogare con una sorta di Perec arabo e moderno, fra la storia di un panettiere che – rimasto sostanzialmente senza lavoro – si mette a produrre maschere per le vittime sfigurate dagli attentati a quello di informatico emigrato che è diventato una star della programmazione di videogiochi, e ne sta producendo uno in cui il giocatore deve superare confini, muri e acque pericolose per potersi rifugiare in un paese sicuro, e lì integrarsi.

Mi è capitato di ridere, e poi di indignarmi, e poi all’improvviso di commuovermi profondamente (la scena teatrale del cieco con la pistola, i riferimenti calviniani, l’infermiera di Baghdad) in una successione di immagini e sensazioni che è davvero grande letteratura, e che fa perdonare qualche caduta di stile (sostanzialmente inutile, se non in vaghi rimembranze bukowskiane) e che ti lascia una traccia ben scolpita nel cuore.

PROGETTI
allah 99
Giro del mondo letterarioIraq
Riassumendo
  • 8/10
    Una esperienza letteraria nuova - 8/10
8/10

Quarta di copertina

Hassan, scrittore iracheno rifugiatosi in Finlandia, è un uomo dissoluto e cinico che ha consacrato la vita all’alcol e al sesso occasionale. Il suo blog si chiama Allah 99, un chiaro riferimento al numero dei nomi che il Corano attribuisce alla divinità islamica. Nel blog Hassan sta raccogliendo novantanove interviste a persone segnate dalla violenza del terrorismo, dalla guerra civile e dall’emigrazione clandestina.

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