
Autore: A cura di Paolo Giordano
Titolo: Da vicino – Raccontare la guerra oggi
Traduzione: –
Editore: Einaudi
Anno: 2026
Pagine: 160
Genere: Saggio
Voto: ★★★★★
Trama
Raccolta di testimonianze da parte di chi racconta la guerra nei nostri giorni, e la racconta da vicino
Le mie impressioni
C’è una parola che usiamo come se fosse ovvia, “vicino”, e che invece porta sulle spalle una storia intera. Viene dal latino vicus, il borgo, il paese, l’unità minima di convivenza prima ancora che esistesse la città. E da vicus nasce vicinus, che indicava chi abita il tuo stesso luogo.
Essere vicini, oggi, non è una questione di metri. È una questione di appartenenza, di condivisione, di comprensione, di empatia.
Per questo “Da vicino” è un titolo che non concede sconti. Testimoniare le guerre, le migrazioni, i naufragi che avvengono a distanze geografiche enormi da noi, significa esercitare esattamente una cittadinanza arcaica: occuparsi del proprio luogo, anche quando il proprio luogo, oggi, coincide con l’intero pianeta connesso. Non c’è più un fuori.
Ed è quello che fanno le sei firme raccolte in questo libro, ognuna con il proprio metodo, la propria ferita, la propria ostinazione a restare quando tutti gli altri se ne sono già andati. Non giornalismo da scrivania: corpo, viaggio, rischio, e la responsabilità di tradurre l’orrore senza né anestetizzarlo né spettacolarizzarlo — l’equilibrio più difficile del mondo.
In “Da vicino. Raccontare la guerra oggi” (@einaudieditore), Paolo Giordano (@pg_paologiordano) raccoglie le voci di Annalisa Camilli (@annalysacamilli), Daniele Raineri (@daniele.raineri), Cecilia Sala (@ceciliasala), Nello Scavo (@nelloscavo), Margherita Stancati (@margheritamvs) e Lorenzo Tondo (@tondo_lorenzo). Per ch mi legge su Instagram, ho inserito i profili, perché sono voci che arricchiranno il vostro feed, se ancora non li frequentate.
Linkografia
La puntata di Timbuctu (podcast del Post) dedicato al volume
Quarta
La guerra, da vicino. Scritta e raccontata da chi è andato a vederla direttamente, da chi sa che soltanto «lì», di fronte alla distruzione, in mezzo alla violenza e alle conseguenze del suo passaggio, guardando negli occhi le persone che la stanno subendo o combattendo, si può davvero capire e restituire ai lettori cosa sono i singoli, irrisolvibili conflitti del presente.