Mi ero preso una pausa da una letteratura troppo emotiva, di quelle che ti fanno sanguinare dentro, e avevo fatto bene. Se mi conosco un po’, ho come la sensazione che dovrò ripetermi nell’alternanza, perché “La veglia” di Anne Enright (Booker Prize nel 2007, inevitabilmente nella lista dei 1001 da leggere) è stata una lettura densa, persino cupa, a tratti velenosa.

Veronica Hegarty, sposa e madre direi nonostante una infanzia complicata in una famiglia irlandese numerosissima (una dozzina di figli) deve confrontarsi con la notizia del suicidio del fratello Liam, l’anima probabilmente a lei più affine. E’ la tragica occasione per una immersione nella storia della sua famiglia, con frequenti rimandi al passato in una linea cronologica continuamente interrotta, alla ricerca di un senso. Una ricerca talmente affannosa che persino realtà e immaginazione finiscono per mischiarsi, e la cifra stilistica di un’autrice in grado di tenere la rotta di un romanzo che naviga fra marosi e tempeste emotive appare in tutta la sua grandezza. Si sfiora il flusso di coscienza, e forse lo si afferra in pieno, con l’accompagnamento di una sorta di ironia scurissima di sottofondo, che non stempera pagine di dolore ma in qualche modo lo accompagna. Una prova narrativa di evidente talento, che affonda le mani nel fango dell’esistenza e non cerca in alcun modi di trarne qualcosa con cui costruire. 

E’ una assenza di cui, forse troppo ferito dalla narrazione, ho sentito in pieno il peso. 


AutoreAnne Enright
TitoloLa veglia
EditoreLa nave di Teseo
CollanaI delfini
Anno di Pubblicazione2007 (prima edizione)
N° pagine304
ISBN978-8834607695
Amazon.itcartaceo (tascabile): € 18,05 – Ebook: € 7,99

PROGETTI
1001 libri da leggere159/1001

  • 7.5/10
    Famiglie irlandesi e memoria - 7.5/10
7.5/10

Quarta di copertina

Veronica Hegarty viene da una famiglia cattolica tradizionale come ce ne sono tante in Irlanda. Anche ora che ha una sua famiglia, con un marito e due giovani figlie, il legame con la madre settantenne e con i suoi otto fratelli e sorelle rimasti è sempre molto forte anche se contrastato. In particolare con Liam, il fratello a cui è sempre stata più legata, nonostante fosse il più scapestrato. Quando Liam viene trovato morto nei pressi di Brighton, Veronica sa che a ucciderlo non è stato l’alcool. O almeno non solo.

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