Oh, c’è anche il momento in cui uno ha voglia di una lettura non impegnativa (in questo caso è un sottile eufemismo), che non faccia pensare per più di un secondo e che accompagni verso il sonno oppure durante chilometri percorsi in metropolitana o in treno.

Ecco, per rispondere a questa necessità di una parentesi avevo selezionato Mark Greaney, che ha il merito di aver proseguito la saga di Jack Ryan dopo la scomparsa del (tanto) compianto Tom Clancy con risultati altalenanti ma tutto sommato accettabili. Il protagonista della serie di Mark Greaney si cela sotto uno pseudonimo che caratterizza un po’ anche la narrativa che mi son trovato ad affrontare: l’Uomo Grigio, assassino spietato ma solo di gente cattivissima, monumento dello stereotipo dell’eroe senza macchia e con capacità di sopravvivenza quasi aliene.

Chiaro che di tanto in tanto ti vien da sorridere, per la quantità di assolute improbabilità che spuntano come funghi nel sottobosco dell’irrealtà. Ma tutto sommato te ne freghi, perché hai stretto il patto dell’incredulità con l’autore, e se disposto più o meno a tutto (incluse simil-operazioni chirurgiche svolte dalla mano tremante di una veterinaria durante un viaggio in auto, con il nostro eroe ovviamente al volante), e sei disposto ad ogni fanfaronata pur di staccare le sinapsi in un thriller (anche un po’ spy) dalla trama incalzante, ritmo impressionante e personaggi manichei (orribili o buonissimi). Nel suo – al netto di alcune esagerazioni onestamente troppo forzate – il tutto finisce per funzionare.

Leggo che Netflix ci ha tratto un film evento con protagonista Ryan Gosling (non la vedrò) e che la saga conta già una quindicina di romanzi editi negli States. Non approfondirò quanti di questi abbiano visto la luce sul nostro suolo, per il momento direi “a posto così”.


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Quarta di copertine

Court Gentry è un ex agente segreto, conosciuto nell’ambiente dello spionaggio internazionale anche come “l’Uomo Grigio”. Un soprannome che si è guadagnato negli anni di servizio alla CIA, diventando una leggenda vivente delle operazioni sotto copertura, calandosi silenziosamente da un ruolo all’altro e poi, dopo aver compiuto l’impossibile, svanendo nel nulla senza lasciare tracce dietro di sé.

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