Non è un saggio per universitari di storia medievale, e non potrebbe essere altrimenti: per studi rigorosi e meno narrativi, citofonare ad alcuni degli autori che Cazzullo stesso cita (con proprietà, denotando un gran bel lavoro di studio) e che lo stesso autore riassume in bibliografia.

È, e non poteva essere altrimenti, una gradevole passeggiata nella vita del Santo, che si allunga fino a toccare tappe del lascito francescano: non solo opere ma biografie, perché il fiume che dalla roccia di Assisi è nato ha continuato nei secoli a produrre storie e Storia. Una biografia colma di riferimenti al presente che presenta una personalità fortemente umana (e come non riconoscere tante incertezze giovanili nelle pagine sul dubbio vocazionale), anche ricca di contraddizioni (una certa avversione per la cultura, da inserire nel contesto dell’epoca), infinitamente affascinante nello stile sobrio eppure evocativo che tanti successi ha mietuto in libreria e sul piccolo schermo. Una occasione, per me, anche per andare a riprendere una iconografia pittorica a cui non avevo fatto (colpevolmente) troppa attenzione, e che è di una ricchezza quasi senza pari.

Mi ha convinto meno la spiegazione di quel sottotitolo (citazione di Gioberti, val la pena ricordarlo per evitare autogol): vero è che il Cantico delle Creature viene posto alle basi della letteratura poetica italiana, e che in Francesco osserviamo alcune delle caratteristiche del nostro vivere peninsulare, ma il rischio di una attribuzione nazionale di chi fece del mondo e di ogni aspetto del creato il suo palcoscenico mi è sembrata leggermente forzata.

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7/10

Riassumendo

“Di uomini così, ne nasce uno ogni mille anni. Duemila anni fa abbiamo avuto Gesù. Nel millennio precedente avevamo avuto Buddha. Nel millennio successivo abbiamo avuto san Francesco. Vedremo cosa ci attende ora, in questo millennio appena cominciato. Che, se non daremo retta a san Francesco, per l’umanità potrebbe essere l’ultimo.”

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