I quattro racconti da cui sono tratti gli adattamenti fumettistici di questo (bel) volume sono già stati editi in Italia, e non risulteranno nuovi per i murakaniani più devoti. Se la domanda è se la trasposizione su altra forma artistica “funzioni”, la mia personalissima risposta è affermativa: mi è sembrato che il racconto per immagini riesca ad esprimere perfettamente le atmosfere tipiche dello stile narrativo del più grande scrittore nipponico del secolo: momenti surreali, una magica ambiguità di fondo e la sospensione della realtà a cui abbandonarsi come sfondo comune.
Il racconto d’apertura, “Ranocchio salva Tokio”, era già stato oggetto di una rivisitazione accompagnata da illustrazioni, edita dalla stessa Einaudi: protagonista fra i più classici dell’universo murakaniano (un anonimo impiegato piuttosto solitario) che accompagna una rana in una lotta per la sopravvivenza della capitale minacciata da un terremoto di origine ugualmente animale.
“In un posto dove potrei trovarlo” è in un bianco e nero magnifico, direi in un bianco e noir, considerato che gioca con i toni del mystery, e ci unisce efficacemente una indeterminatezza lieve e affascinante.
Birthday Girl è la storia di una ragazza, del suo lavoro umile e dignitoso, e del significato della parola desiderio; anticipa “Il settimo uomo”, forse il più toccante del set, certamente il più realistico. Affronta il trauma infantile attraverso il ricordo di un tifone e della morte di un amico, costringendoti a una riflessione intensa e malinconica.
Potrebbe sembrarla, ma non è una pura operazione commerciale. E’ la trasposizione visiva di un mondo immaginario, e non è per niente male.
Riassumendo
Quattro racconti di Murakami diventano manga: solitudini impalpabili, incontri onirici e misteri del quotidiano si intrecciano in uno straordinario viaggio per immagini sospeso tra sogno e realtà.