La verità è che ho pensato di rileggere Benni, e avevo messo nello zaino quello che ricordavo come la mia prima vera esperienza emotiva da lettore: ero andato indietro con la memoria a quando la barba non era bianca (anzi, a quando ero preoccupato perché non spuntava un pelo), e a una nottata passata singhiozzando su un monologo di “Comici spaventati guerrieri”, la mia prima volta con un libro in mano e le lacrime agli occhi. Ancora oggi, e ne abbiamo purtroppo avuto occasione da poco, quando parlo di Benni cito “Comici spaventati guerrieri” come IL romanzo di Benni da leggere. 

Riprendere “Comici spaventati guerrieri” mi ha fatto male quasi subito, e non era cosa. 

Ho riletto “Spiriti”, e me lo sono goduto tantissimo. 

In “Spiriti” ho ritrovato quella inspiegabile capacità di inserire nella mente e nel cuore dei lettori una pletora quasi infinita di personaggi, scolpirli perfettamente uno dopo l’altro, scaraventarli in maniera indipendente in un mondo narrativo che è parte di un intero universo fantastico (nel senso del genere!). Ho (ri)trovato un testo di una modernità infinita, tra un ambientalismo di denuncia intelligente e quasi preveggente e la critica – tutta giocata su una ironia impareggiabile – di sistemi autocrati illiberali profondamente infissi nella corruzione, nella prevaricazione e nella volontà cinica di lasciare indietro chi non contribuisce con il proprio compasso al disegno del cerchio magico. 

Al centro di tutto, due gemelli separati durante una (forse LA) guerra: i Potenti li cercano per utilizzarli nel gigantesco show organizzato per convincere l’opinione pubblica al sostegno dell’ennesimo folle confido, gli Spiriti per dare il via ad una sorta di Apocalisse rigeneratrice, a cui Dio – ritiratosi piuttosto incocciato dopo l’omicidio di John Lennon – non dovrebbe opporsi.

“Spiriti”, come quasi tutti i romanzi di Benni, fa sorridere, commuovere, indignare, ridere, intristirsi. Io non so cosa si potrebbe chiedere di più a delle pagine. 

E intanto “Comici spaventati guerrieri” mi aspetta con la pazienza di un amico che sa che prima o poi lo chiamerai, e gli racconterai tutto. 




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8.5/10

Fantastico

Una legione di spiriti diabolici, malvagi, virtuosi, paranoici e sexy contro il conformismo del Megaconcerto di Beneficenza e la violenza dei signori della guerra. Non si sa chi vincerà, ma come dice Stan Hakaleimekalahani “ci sarà gran piagnanza e gran ridanza”.

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