Tappa in Kenia per il mio giro del mondo letterario, e lettura quasi obbligata: Ngugi wa Thiong’o – che ci ha lasciato pochi mesi fa, a fine maggio – è stato più volte in odore di Premio Nobel ed è universalmente considerato una delle voci più incisive della moderna letteratura africana.
Di “Un chicco di grano” si dice che è un romanzo storico (anche se con una particolarità: è stato scritto pochi anni dopo la sua ambientazione temporale), ed è innegabile che sia così: nella sua narrazione solida, polifonica, a tratti anche piuttosto complessa, il romanzo ci riporta agli ultimi respiri del governatorato britannico, alle lotte di liberazione dei movimenti indipendentisti, con le loro ambizioni, i loro progetti, gli eroi.
Si dice anche che sia un romanzo politico, nel senso più nobile di questo vituperato aggettivo: ogni storia è una storia personale ed insieme sociale, ogni biografia della galassia di personaggi che si esprime nella coralità del romanzo è vicenda personale e insieme nazionale. Non c’è, e non ci può essere, distinzione: unica pecca – e mi rendo conto della banalità – è che per noi “occidentali” alcuni dei nomi dei protagonisti sono piuttosto indigesti, e qualche retromarcia nelle pagine per capire chi-sia-chi diventa di tanto in tanto necessario.
Soprattutto, mi è sembrato di leggere ne “Un chicco di grano” una rappresentazione plastica e perfetta della disillusione; una fotografia di tutte le volte in cui ci siamo illusi di qualcosa e ci abbiamo creduto davvero, salvo poi renderci conto che non era andata come avevamo sognato, immaginato, sperato.

| Autore | Ngũgĩ wa Thiong’o |
| Titolo | Un chicco di grano |
| Editore | Calabuig |
| Collana | – |
| Anno di Pubblicazione | 1967 |
| N° pagine | 307 |
| ISBN | 978-8899066215 |
| Amazon.it | cartaceo (tascabile): € 17,10 – ebook: € 12,99 |
| PROGETTI | |
| Giro del mondo letterario | Kenia |
Riassumendo
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Disilluso - 7.5/107.5/10
Quarta di copertina
Pubblicato in inglese nel 1967 e per la prima volta in italiano da Jaca Book nel 1978, il romanzo di Ngugi Wa Thiong’o, più volte candidato al Nobel per la letteratura, rappresenta una cruda analisi degli smarrimenti e delle divisioni affrontati dai kenioti dopo la celebrazione dell’Uhuru, il giorno dell’Indipendenza (12 dicembre 1963)