È che a volte uno su devo anche un po’ arrendere all’evidenza, e rassegnarsi all’idea di non avere tutti gli strumenti per poter comprendere del tutto. Mi capita con l’opera o la musica classica, per dire: io che nella vita al massimo suono il campanello, non avendo la capacità di capire come stiano lavorando gli archi o quanto sia bravo il tenore, cerco di farmi catturare dalla sensazione, dal contesto, dall’emozione.

“L’amante di Wittgenstein” deve essere una musica magnifica, e forse non a caso l’assenza assoluta di suoni è una delle caratteristiche del mondo in cui vive Kate: una donna rimasta sola al mondo, letteralmente, nel senso che nel pianeta sembra scomparsa ogni forma di vita, animale o umana.

Trama, sviluppo e narrazione sono più che evidentemente sperimentali: un enorme e sostanzialmente ininterrotto flusso di coscienza, di quelli che se avessi preso il volume in libreria e lo avessi sfogliato più o meno a metà, mi si sarebbe dipinto sopra il cranio un gigantesco punto di domanda (e sarebbe rimasto sullo scaffale, con grande probabilità). Siccome però il romanzo lo affronti da pagina uno, ti accorgi quasi subito che non ti puoi fermare: Kate ti porta nel suo mondo, ne capisci poco a poco i confini, ti ritrovi ad interrogarti su quale sia la realtà e quale la fantasia, e cerchi di comprendere da dove nasca quella che avverti come una musica tristissima di sottofondo.

E poi c’è un commentone di David Foster Wallace che vale una stella in più, e che quando sussurra di solitudine ti fa venire il groppo alla gola.


AutoreDavid Markson
TitoloL’amante di Wittgenstein
EditoreEdizioni Clichy
CollanaBlack Coffee
Anno di Pubblicazioneprima edizione: 1988
N° pagine320
ISBN978-8867992720
Amazon.itcartaceo (tascabile): € 14,99 – ebook: € 6,99

PROGETTI
1001 libri da leggere149/1001

Riassumendo
  • 8/10
    Sperimentale - 8/10
8/10

Quarta di copertina

L’amante di Wittgenstein è la storia di una donna di nome Kate convinta di essere l’unica anima viva rimasta al mondo. Si direbbe pazza. Eppure la sua figura è talmente ammaliante, la sua voce così arguta e seducente, che non si può fare a meno di seguirla, ipnotizzati, mentre riversa il bagaglio intellettuale di una vita in una serie di meditazioni irriverenti su qualsiasi cosa.

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