Ho iniziato a leggere convinto che fosse un libro per noi: noi che abbiamo avuto in mano la prepustnica per passare al valico di seconda categoria, noi che abbiamo ascoltato i racconti del ‘53 e siamo andati a guardare i fori dei proiettili sui muri di Sant’Antonio, noi che abbiamo cambiato in dinari consegnati in mazzette con la fascetta, noi che ci siamo commossi per Marinella, noi che abbiamo visto cambiare la scritta sul Monte Sabotino, noi che abbiamo visto il treno internazionale dal tragitto più breve del mondo.
Più leggevo, però – e “Storie dal confine” mi ha fatto una grande compagnia in due percorsi metropolitani da capolinea a capolinea, sulla M1 – e più mi rendevo conto che questa raccolta di “aneddoti, curiosità e memorie” (cit. dalla copertina) aveva un sacco di cose da raccontare a tutti.
C’è da raccontare l’intelligenza sopraffina di disegnare un confine che taglia in due un cimitero, come se si potesse determinare la nuova nazionalità di salme che andrebbero solo accompagnate nel ricordo e dalla preghiera, o che separa un casolare dalla sua stalla, con la meravigliosa immagine di una mucca che se ne f*tte e si piazza proprio lì, con due zampe nel TLT e due in Jugoslavia. C’è da raccontare infiniti episodi in cui è stata la popolazione a pensarla esattamente come la mucca, e di una città che mentre il mondo blaterava di una cortina di ferro che lo divideva in due, vedeva giovani giocare una improvvisata partita di pallavolo con la rete separatoria a fare da divisione fra i due campi. E può fare bene a tutti leggere del 13 agosto 1950, quando nella stessa città, e senza un vero motivo, il confine fu sostanzialmente sospeso per iniziativa popolare, con scambi commerciali che avvenivano per baratto e ancora se ne parla, della “domenica delle scope”, che di là pare non ce ne fossero e i cittadini di Nova Gorica ne fecero incetta portando uova, latte, burro, carne.
E io che mi sono chiesto per anni il perchè di un confine che in alcuni punti andava a zigzag, finalmente ci ho capito di più.

| Autore | Donatella Tretjak – Guido Barella |
| Titolo | Storie dal confine |
| Editore | Ediciclo editore |
| Collana | altri viaggi n. 36 |
| Anno di Pubblicazione | 2025 |
| N° pagine | 156 |
| ISBN | 978-8865499108 |
| Amazon.it | cartaceo: € 16,15; ebook € 9,99 |
Riassumendo
-
Ricordi - 8/108/10
Quarta di copertina
La mucca che stava con le zampe anteriori di là e con quelle posteriori di qua del confine, il cimitero diviso, con le tombe della stessa famiglia improvvisamente separate, le spedizioni da est per comprare i jeans, da ovest per le sigarette e la benzina, i dolci che parlavano la stessa lingua e le partite a briscola tra i soldati dei due eserciti sul confine, i baratti, le scritte sui muri, sulle montagne, tutti i modi creativi e insoliti per continuare a comunicare. Perché un territorio non si separa disegnando una linea bianca.