Sarà che la pellicola di Malick tratta dal romanzo di James Jones si porta dietro una serie di aneddoti leggendari (tipo che la versione originariamente pensata dal regista per le sale superava le sei (6!) ore, e che i tagli imposti comportarono l’eliminazione delle scene in cui erano presenti Gary Oldman e Mickey Rourke, per dire), ma “La sottile linea rossa” era da tempo incluso nella mia primaopoiloleggo-list, e l’occasione me l’ha offerta il mio giro del mondo letterario che alla voce Isole Salomone non consentiva approfondimenti su autori locali (apparentemente non rintracciabili).

Parto da una considerazione pratica non banale: se hai visto il film fai un po’ meno fatica, ma è comunque – ammettiamolo – piuttosto complesso districarsi fra la miriade di personaggi che popolano queste pagine. Non l’ho trovato necessariamente un male: nella mia testa, è una difficoltà che si è associata alla endemica e significativa spersonalizzazione che è di ogni guerra. La (forse principale) occasione in cui il singolo scompare, viene assorbito da una massa di volti, corpi, storie, e di cui le conseguenze stesse sono tragicamente numeriche, e quindi senza nome.

James Jones ha combattuto a Guadalcanal, e lo ha raccontato in un romanzo che non può che poggiare le sue solidi radici su una delle battaglie più note del secondo conflitto mondiale: un’isola – con relativo aeroporto – strategico nei piani di entrambi gli assi, una battaglia che – se non fosse per il clima – ricorderebbe una di quelle insensate contese della prima guerra mondiale: quarantamila morti complessivi fra due eserciti che avanzavano e retrocedevano di poche centinaia di metri. Sono azioni, giornate, ore brutali, in cui il confine fra bene e male è infinitamente più sottile di qualsiasi film a stelle e strisce, empatizzi con questi giapponesi ormai allo sbando e denutriti così come per questi ragazzoni americani capaci di un momento di eroismo e – un istante dopo – di vigliaccheria o nefandezze. E c’è della profondità esistenziale nelle storie e nelle vite di ognuno di loro, e per ognuno di loro qualcosa da compiangere.

Può, lo dico con serenità, persino “stufare”, nelle sue centinaia di pagine. Ma non è noia: è la ripetività degli orrori, a cui sarebbe giusto non abituarsi mai.


AutoreJames Jones
TitoloLa sottile linea rossa
EditoreBeat
CollanaSuperbeat
Anno di Pubblicazione1962
N° pagine512
ISBN9788865595206
Amazon.itAcquista su Amazon.it

PROGETTI
Giro del mondo letterarioIsole Salomone
Riassumendo
  • 7.5/10
    Storico - 7.5/10
7.5/10

Quarta di copertina

1942, Arcipelago delle isole Salomone. Nelle prime, tiepide ore del mattino di una bella giornata tropicale, due navi americane da trasporto si avvicinano all’isola di Guadalcanal, occupata dai giapponesi. Per i loro equipaggi non si tratta d’altro che di una missione ordinaria: trasportare truppe fresche di rinforzo.

Rispondi