Ho avuto un flashback di qualche lustro fa: io – qualche anno in meno, qualche energia in più – che affronto uno dei bi-settimanali ferroviari Milano – Trieste con un Perez-Reverte nuovo nello zaino, e che più o meno all’altezza di Brescia alzo lo sguardo esterrefatto fuori dal finestrino e verso il cielo. Avevo appena scoperto di adorare Perez-Reverte TRANNE quando si trattava del Capitano Alatriste.

Ecco, ho divorato con infinito piacere gli ultimi romanzi di uno dei più grandi scrittori spagnoli a noi coevi, e regalato almeno una decina di volte “Il pittore di battaglie“, ma l’immersione nella penisola iberica del 1868 a cui mi son costretto con “Il maestro di scherma” mi ha riportato a quei romanzi lì, verso i quali ho sviluppato – e sono certo sia colpa mia – una certa idiosincrasia.

Quindi, no: questa storia che ruota attorno a Don Jaime, più di sessanta primavere alle spalle, maestro di scherma dagli antichi valori, che fatica ad adattarsi a un mondo di rivoluzioni e nuovi stati, di ideologie nuove di zecca a incrinare rapporti che gli sembravano eterne, no, non mi ha appassionato. Peggio è stato dopo la comparsa di una donna misteriosa, Adela de Otero, decisa a diventare sua allieva e ad apprendere i segreti di un colpo letale noto a una dozzina di schermitori in tutto il mondo, flirtante nonostante la differenza di età, inquietante nello sviluppo delle relazioni con le altre figure che compongono un quadro storico anche piuttosto complicato da seguire. E se dovessi confermare di aver letto con estrema attenzione le innumerevoli descrizioni di colpi e parate presenti soprattutto nella prima metà del romanzo, beh, mentirei come il peggiore dei mendaci.

Nella seconda metà del romanzo la trama prende forma e scorre via (un po’) più affascinante, perchè il talento narrativo di Perez-Reverte sarebbe evidente a chiunque, ma un paio di colpi di scena soffrono di una certa prevedibilità e mentirei – di nuovo! – se vi dicessi di non aver ampiamente previsto il finale, persino con una certa precisione.

E quindi niente, interrompo le esplorazioni di un territorio che so già non essermi amico, e aspetto un nuovo Perez – Reverte contemporaneo, che sono certo mi terrà sveglio per un paio di notti.


AutoreArturo Perez-Reverte
TitoloIl maestro di scherma
EditoreRizzoli
CollanaBest BUR
Anno di Pubblicazione2014 – prima edizione 1988
N° pagine284
ISBN978-8817074360
Amazon.itcartaceo 9,50, ebook 7.99 €

Riassumendo
  • 7/10
    Convincente a metà - 7/10
7/10

Quarta di copertina

Madrid 1868. Nelle strade corre voce di un complotto contro Isabella II, ma nulla sembra toccare Jaime Astarloa, maestro di scherma fedele ai valori del passato il cui unico scolio è perfezionare l’arte della spada a livelli sublimi. Astarloa è un solitario, e vive un’esistenza immutabile, dedicata unicamente ai valori di cappa e spada, all’orgoglio, alla lealtà, all’eleganza del colpo perfetto.

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