Sarà che arrivavo da una mezza delusione tribunalizia, e che la mia sete di strategie difensive e impianti accusatori dietro gli scranni era rimasta insoddisfatta, ma questo nuovo Manzini – che ci priva di Rocco Schiavone ma ci regala un altro protagonista memorabile – a me è piaciuto parecchio. 

Ho scritto “un altro protagonista” ma in realtà qui i personaggi son due: quello che potrebbe diventare seriale (un giornalista sportivo prestato alla cronaca nera, che già intravedo alle prese con altri casi giudiziari) e un apparentemente grigio archivista del Tribunale di Bologna, con un passato complicato alle spalle e l’udito finissimo di chi sente mormorare di tristezza e fame di giustizia i casi irrisolti della storia cittadina. Convincono perché, ed è una cifra stilistica di Manzini, sono personaggi in evoluzione anche all’interno di un solo romanzo: nulla di più decisivo in un libro di genere, considerata la generale tendenza a puntare tutto sulla trama e sui suoi colpi di scena lasciando sfumato il tratteggio, qui vivido e profondo, dei personaggi narrati. 

Trama che, anch’essa, non delude le aspettative e anzi si fa ricordare: il giusto ritmo narrativo, mai sincopato e mai annoiante, la giusta dose di sorprese (parzialmente intuibili dal lettore più attento), un finale che trova compiutezza (e anche un minimo di magone). 

Intrattenimento, certo, ma davvero ben fatto. 

SCHEDA LIBRO
Autore: Antonio Manzini
Titolo: Tutti i particolari in cronaca
Editore: Mondadori
Collana: Il Giallo Mondadori
Anno di pubblicazione: 2024
Pagine: 304
ISBN: 978-8804775669
Prezzo (Amazon.it, 15% sconto): cartaceo: € 16,62, ebook: € 10,99

Riassumendo
  • 8/10
    Tra redazione e tribunale - 8/10
8/10

Quarta di copertina

La corsa all’alba, la colazione al bar, poi nove ore di lavoro all’archivio del tribunale, una cena piena di silenzi e la luce spenta alle dieci: Carlo Cappai è l’incarnazione della metodicità, della solitudine. Dell’ordinarietà. Nessuno sospetta che ai suoi occhi quel labirinto di scatole, schede e cartelle non sia affatto carta morta. Tutto il contrario: quei faldoni parlano, a volte gridano la loro verità inascoltata, la loro richiesta di giustizia.

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