Hrabal per me sarà sempre “Una solitudine troppo rumorosa”, un libro che se non l’avete letto vi siete persi qualcosa (anche “Treni strettamente sorvegliati“, certo, ma la Solitudine è di un livello raramente raggiunto, ed è più di un consiglio). 

INIZIO DIGRESSIONE – “Una solitudine troppo rumorosa” mi fu prestato, ormai più di 25 anni fa, proprio a me che i libri in prestito mmmm insomma. Ma in quel caso non potevo rifiutare perché la copia che avevo fra le mani aveva una storia: mi veniva prestato da chi lo aveva a sua volta ricevuto. Mi veniva affidato con l’impegno solenne di NON restituirlo ma di consegnarlo a mia volta a chi avrebbe continuato a farlo circolare. Ogni tanto ci penso e lo immagino ancora in viaggio, magari un po’ sbrindellato e sbiadito dal tocco di mille mani – FINE DIGRESSIONE

I testi presentati in “Compiti per casa” sono stati pubblicati nell’allora Cecoslovacchia tra il 1964 e il 1969: testi raccolti, dati alle stampe e orwellianamente mandati al macero nel 1970, che alla censura comunista dell’epoca potevano suffire riviste di nicchia ma non un intero volume di riflessioni libere su argomenti infiniti e disparati (in effetti, se provo a mettermi per un istante nei panni di chi dovette deciderne la distruzione, mi viene un gran mal di testa). E’ difficile, direi impossibile, darne una interpretazione stilistica coerente, proprio per la varietà di  fonti e pubblico a cui gli scritti erano indirizzati, ma non importa nemmeno per un secondo: grazie alla bellissima edizione di Miraggi conosceremo davvero Hrabal le sue idee su arte, bellezza e letteratura, il suo sguardo infinitamente divertito e umano sul popolo, la gente comune, i compagni di bevute e quelli di vita, dall’amicizia profonda e duratura all’incontro di un attimo o di una sera sola. Il teatro e la fabbrica, l’arte e i gatti: con l’ironia amara e dolcissima che lo contraddistingue, Hrabal si definisce “trascrittore” e non autore, quasi uno strumento perché appaiono al mondo personaggi che sono uomini e uomini che appaiono personaggi romanzeschi. C’è una citazione che mi è rimasta qui dove metto la mano durante l’inno nazionale: “a me, per come scrivo, bastano le persone così come sono, difetti compresi, personaggi così drammatici proprio perché riescono a urlare a cuore aperto le proprie contraddizioni, i torti, con quel tono stridulo e acuto, la voce che cerca riscatto”

Mi avvicino alla fine dell’anno ripensando a un libro che immagino ancora in viaggio e sentendo voci cantare di contraddizioni e di vita. In una parola, Hrabal.

SCHEDA LIBRO
Autori: Bohumil Hrabal
Titolo: Compiti per casa
Editore: Miraggi
Anno di pubblicazione: 2019 (prima edizione 1970)
Pagine: 218
ISBN: 978-8833862354

Acquisto (Amazon.it): ebook: 7,69 €; cartaceo copertina flessibile: 19 €

Riassumendo
  • 8/10
    Una voce inimitabile - 8/10
8/10

Quarta di copertina

A sorprendere, in questi testi, è il superamento dell’immagine di Hrabal come “trascrittore” di avvenimenti vissuti, una formula semplificatoria di cui l’autore stesso ha abusato. Poche pagine bastano, infatti, per scoprire quanto fosse rilevante l’ispirazione letteraria accuratamente nascosta dietro lo stile da “cinema verità” di tanti racconti. “Compiti per casa” non è solo una raccolta di piccole gemme del grande scrittore ceco, ma l’occasione per sbirciare nel suo laboratorio letterario e per avvicinarsi alla sua personalità.

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