Quando ho comprato Sete, le strade cominciavano a svuotarsi e avevamo appena cominciato a guardarci preoccupati: quella non sembrava più una influenza come tante ce ne sono state, lo smart working non era più solo una opportunità – colta raramente – messa a disposizione da un datore di lavoro illuminato e meno di dieci giorni dopo avremmo appreso che l’aria là fuori era pericolosa, che bisognava proteggere gli affetti, che innaffiarsi di gel disinfettante era opportuno ma del tutto insufficiente.

“Sete” non è rimasto sullo scaffale per quasi tre anni solo per questo, naturalmente; le mie letture della Nothomb oscillando fra “adoro!” e “manco mi ricordo di aver letto”, e c’era qualcosa nella quarta copertina che mi faceva temere un bel po’: le ultime ore di Gesù narrate in prima persona, unite ad uno stile tradizionalmente dirompente e irriverente, non mi invogliavano poi grandemente.

Adesso che le 109 pagine del tradizionale racconto lungo – romanzo breve della Nothomb sono andate, sento di dovermi posizionare in un giudizio nettamente spaccato a metà, così come mi è parso diviso a metà il volume.

sete nothomb

Ad una prima parte che – al netto di un paio di facili suggestioni apocrife – mi aveva fatto ben sperare, sviluppandosi in una sorta di umanissima preghiera divina, delicatamente (sì, è la Nothomb, ma delicatamente!) protesa fra paura e destino, al punto da ricordarmi qualche verso dell’immensa “La buona novella”, fa da contraltare una seconda parte decisamente più debole, new age-izzante, probabilmente troppo lontana da me per poter essere apprezzata ma certamente meno diretta, anche nello stile narrativo, di alcuni piccoli miracoli letterari che la scrittrice belga-nipponica-francese ci ha regalato in passato.

Di più: alcune pagine mi hanno fatto proprio pensare ad una operazione letteraria lontana dal cuore, priva di quel viscerale bisogno di comunicare e di dire che ho spesso riconosciuto nei racconti della Nothomb, persino superficiale in più di una occasione e – mannaggia – filosofeggiante proprio nel momento in cui la filosofia e il ragionamento lasciano spazio alla morte e, quindi, alla Vita.

SCHEDA LIBRO
Autore: Amelie Nothomb
Titolo: Sete
Editore: Voland
Pagine: 109
ISBN: 978-8862434027

Prezzo: € 13,29 cartaceo, € 6,99 versione ebook

6/10

Quarta di copertina

“Non lo ripeterò mai abbastanza: avere un corpo è quanto di più bello possa mai capitare.” Dopo il processo e il giudizio di Pilato, Gesù trascorre la sua ultima notte in cella, profondamente afflitto dalle incredibili testimonianze dei suoi miracolati. Nello spazio-tempo creato dalla penna di Amélie Nothomb prende vita questo romanzo in prima persona in cui la figura più universalmente nota al mondo occidentale, ma anche la più oscura, racconta di sé sulla soglia della propria morte.

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