Ultimamente, da quando l’ho riscoperto nei suoi romanzi non maigrettiani, Simenon ha per me due belle temperature diverse.

Da una parte è approdo sicuro, narrativa a cui mi rivolgo quando le letture stentano a ingranare, avvolgente e confortante come la nostra copertina gialla sul divano, calda e confortevole nonostante temperature esterne e giornate faticose. Ha quel calore lì, quello della certezza.

Dall’altra, e con “Betty” è stato ancora una volta così, è raggelante, per quel brivido che ti danno le biografie impazzite di personaggi umanissimi, capaci di sbagliare tutto e più di tutto, ben oltre il limite del sopportabile.

betty

Incontriamo Betty nella “Buca”, locale infimo e variamente popolato, accompagnata dall’ennesimo uomo e da un ennesimo fallimento. Ne scopriremo poco a poco la biografia, giudicandola – come si fa quando non si sa – per le sue azioni, e disprezzandola anche un po’, fino a quando un incontro appena più amichevole del solito farà emergere un passato che spiega alcune fragilità forse insuperabili.

E’ la grandezza di Simenon in un romanzo che non possiamo inserire negli scaffali dei gialli (e questo genererà un problema di archiviazione domestica) e che insieme sfugge a molte etichette: non è – evidentemente – un romanzo di formazione, anche se in qualche misura richiama il genere, nello sviluppo della storia di Betty. Non è un noir propriamente detto, anche se le atmosfere richiamano quelle emozioni e quelle sensazioni, in una trama che ti sembra abbracciare una vita intera e che invece si sviluppa in un lasso di tempo molto breve. E’ un romanzo duro come marmo di Aurisina, che non lascia tregua e non consente respiro, di cui intuisci subito la direzione ma che non riesci ad abbandonare.

Stavo facendo un po’ fatica a leggere, e “Betty” ha dato una mano. Ma che freddo infinito nelle ossa.

SCHEDA LIBRO
Autore: Georges Simenon
Titolo: Betty
Editore: Adelphi
Pagine: 141
ISBN: 978-8845909146

Prezzo: € 13,29 cartaceo, € 6,99 versione ebook

8/10

Quarta di copertina

Una bella donna dalla condotta scandalosa approda sullo sgabello di un bar degli Champs-Élysées, con la testa confusa dall’alcol. Che cosa c’è dietro? Per lo meno una magistrale indagine nelle zone più remote e più torbide della psiche femminile.

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