Leggere “Quello che noi non siamo” è stato un prezioso, splendido, immeritato regalo. E sarà che stiamo tutti accumulando pacchetti incartati sotto l’albero, ma non ho potuto fare a meno di pensare a quanto lo vorrei regalare.

Vorrei regalarlo ai tanti ragazzi giovani che MoglieRiccia incontra, al loro entusiasmo per la vita che fa a pugni con le ansie per il futuro: nella storia di una generazione di architetti, magistralmente narrata da Gianni Biondillo, c’è tutto il sentire di poter cambiare il mondo, ci sono sogni e disillusioni, ci sono amicizie che superano ogni ostacolo, c’è tutto quello che vi vorrei augurare. 

Vorrei regalarlo a noi milanesi acquisiti, che magari non capiamo il dialetto sussurrato da qualche anziano in via Berra ma che ci sentiamo parte di una città che si sceglie (non ci si “capita”): lo regalerei perché accompagnati dai racconti di Biondillo ti scopri a guardare i palazzi con un occhio diverso, a sollevare lo sguardo cercando una prospettiva e a inchiodarlo a terra davanti alla Bocconi nella ricerca di una pietra di inciampo per un protagonista che ti ha fatto piangere alla fine del romanzo. (Giuseppe Pagano, istriano, è bello che la mia Trieste ti abbia dedicato una via, tu che sei stato irredentista, combattente, spirito libero, e che se fossi scampato all’orrore dei campi avresti guardato la Risiera come la guardo io, con una ferita che sanguina nel cuore). 

Vorrei regalarlo a chi vive un momento complicato, un piccolo o grande dolore, perché leggano di Piero Bottoni (e della sorella Maria) e di QT8, di una montagna nata a Milano sulle macerie di una guerra che dimostra che davvero sulla devastazione si può costruire e sconfiggere il male con la bellezza. 

Vorrei regalarlo a chiunque legga per emozionarsi, perché “Quello che noi non siamo” ti ammalia, ti insegna a guardare, ti presenta architetti di cui conoscevi giusto il nome o la sigla, ti costringe a scartabellare il web per saperne di più, ma accidenti quanto è vero che non è un saggio: è un romanzo, un grande romanzo, solidamente appoggiato su passione e ricerca, ma struggente per gli occhi e per il cuore. 

Non posso regalarlo a te che stai leggendo, e credimi se ti dico che mi dispiace da morire: però è quasi Natale, fatti un favore e mettilo sul comodino. Cambierà le tue giornate, così come ha cambiato le mie. 

SCHEDA LIBRO
Autore: Gianni Biondillo
Titolo: Quello che noi non siamo
Editore: Guanda
Anno di pubblicazione: 2023
Pagine: 496
ISBN: 978-8823533073

Acquisto (Amazon.it): ebook: 11,99 €; cartaceo copertina flessibile: 20,90 €

Riassumendo
  • 9/10
    Tra le migliori letture dell'anno - 9/10
9/10

Quarta di copertina

Ci fu una generazione di architetti che credette nel fascismo perché si illudeva fosse una rivoluzione, come quella artistica che propugnavano: il razionalismo. Combatterono una guerra ad armi impari contro l’accademismo, centralista e romano, senza rendersi conto che mentre Mussolini li ammansiva, li lodava, in realtà sosteneva un’architettura retorica ben più consona alle sue megalomanie. Milano fu la fucina di queste tensioni artistiche che guardavano all’Europa come a una liberazione dall’asfissiante passatismo provinciale del resto della nazione.

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