Il quartetto Razumovsky di Paolo Maurensig

Il quartetto Razumovsky di Paolo Maurensig

Dai tempi de La variante di Luneburg, Maurensig è stato un mio punto di riferimento letterario, uno di quelli di cui aspettavi la nuova uscita con impazienza. Quella che all’inizio assomigliava a una preferenza dettata anche da motivi campanilistici (come se nascere nella stessa regione di un autore fosse un merito…), col tempo si è trasformata in pura ammirazione letteraria.

L’ho capito col tempo e con una accresciuta maturità di lettore: quelle arie che avvertivo nella scrittura e quella delicatezza malinconica mi riportava alla atmosfere di Zweig, che parimenti adoro.

Il quartetto Razumovsky, ultimo romanzo di Maurensig consegnato all’editore pochi giorni prima della sua scomparsa, ha fatto vibrare in me – in particolare nella sua prima parte – quelle stesse corde: nel racconto di tre amici che molti anni dopo il successo musicale nella Germania hitleriana si ritrovano negli States e intendono rinverdire i fasti giovanili è fortissimo il tema della memoria, tanto più significativo perché i ricordi della voce narrante sono sempre più confusi, distorti, resi incerti dalla malattia.

Quasi immediatamente però la vicenda virerà al giallo e la musica, tema dominante delle prime pagine, lascerà il passo all’orrore e alla paura: attraverso la sua zoppicante memoria ci confronteremo con un protagonista dalla storia orribile, e quella sorta di pietà che ci aveva preso all’inizio si tramuterà in disprezzo, fino ad un indimenticabile finale.

Mancherà, mancherà tanto la voce di Maurensig nel nostro panorama letterario.

SCHEDA LIBRO
Autore: Paolo Maurensig
Titolo: Il quartetto Razumovsky
Editore: Einaudi
Collana: SuperCoralli
Anno di pubblicazione: 2022
Pagine: 152
ISBN: 978-8806252571

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Riassumendo
  • 8.5/10
    Una voce che mancherà moltissimo - 8.5/10
8.5/10

Quarta di copertina

Tre amici si ritrovano dopo molti anni. Sono tedeschi, ora vivono negli Stati Uniti e in un passato che nessuno di loro vuole fare ricordare hanno suonato di fronte a Hitler, suscitando l’ammirazione della Germania intera. In quei giorni sciagurati di musica, applausi e grandi ambizioni erano un quartetto, ma quando ritrovano Victoria, la suadente violoncellista, lei non sembra nemmeno riconoscerli.

Alfonso d'Agostino

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