Pasto nudo di William Burroughs

Pasto nudo di William Burroughs

Cosa non dovete aspettarvi: una trama – più di tre righe immediatamente comprensibili – personaggi chiaramente identificabili – situazioni comprensibili – una trama – un posto di vista narrativo unico – linearità – qualcosa che vi faccia rilassare – un romanzo – una trama.

Cosa dovete aspettarvi: un campionario di situazioni che metterà alla prova il vostro stomaco – una descrizione dettagliata di droghe con metodi di innesco e disinnesco – una pluralità di voci narrative che vi confonderà – un metalinguaggio come non lo avete mai letto – postille, appendici, prefazioni messe anche un po’ a (R)azzo – sesso in varie forme alcune delle quali davvero complicate da raccontare – appunti sparsi sulle esperienze di una dipendenza – periodi di cui fatichi a ricostruire un senso.

Confesso di averlo terminato per spuntarlo sulla lista dei 1001 libri da leggere. Per me, per la mia esperienza di lettore, forse anche per la mia scarsità di vedute, un libro faticosissimo.

 

SCHEDA LIBRO
Autore: William Burroughs
Titolo: Pasto nudo
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno di pubblicazione: 1959 (prima edizione)
Pagine: 273
ISBN: 978-8845920936

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Riassumendo
  • 6/10
    Pasto nudo di William Burroughs - 6/10
6/10

Quarta di copertina

Nel romanzo, scritto in anni in cui questi temi e queste realtà venivano generalmente schivati, Burroughs offre il racconto allucinato dell’inferno di un tossico. Lacerato tra la necessità impellente della “roba” e il richiamo molesto della carne, braccato da polizia e spacciatori, Lee, il suo Doppio, trascorre le giornate in sordidi luoghi pervasi dai miasmi del corpo e dalle fobie della mente.

Alfonso d'Agostino

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