Prima persona singolare di Haruki Murakami

Prima persona singolare di Haruki Murakami

C’è stato un periodo in cui io e MoglieRiccia ci siamo intrippati con il gioioso mondo della magia. Serie TV, documentari, film, persino uno spettacolo dal vivo prima che la pandemia si chiudesse tutti a cantare sui balconi.

Affascinato dall’ennesimo oggetto sparito o dalla carta imprevedibilmente indovinata, mi rendevo conto che si trattasse, in fondo in fondo, di un esercizio di pura fiducia: sai che il trucco c’è (ci deve essere) ma per qualche minuto cedi alla tentazione di lasciarti trascinare in un mondo in cui le regole tradizionali dello spazio e del tempo non valgono.

Ogni mia lettura di Murakami risponde alla stessa regola. Come mi capita davvero raramente – Tullio Avoledo è un altro scrittore che mi provoca la stessa sensazione – mi affido: non metto in discussione, mi concedo la sospensione totale dell’incredulità in una forma di dialogo continuo con l’autore che è l’essenza stessa della lettura. 

Prima persona singolare non ha fatto eccezione: sebbene si tratti di una raccolta continuamente giocata fra ricordo e fantasia, fra memoria reale e una finzione che intreccia le sue radici nella storia personale di Murakami, è scattato lo stesso magnifico meccanismo. Fra le continue citazioni musicali, che includono un album immaginato e mai pubblicato, e una scimmia che ruba un nome, io mi sono fidato. 

SCHEDA LIBRO
Autore: Haruki Murakami
Titolo: Prima persona singolare
Editore: Einaudi
Collana: –
Anno di pubblicazione: 2021
Pagine: 152
ISBN: 978-8806248284
Prezzo (Amazon.it, 15% sconto): cartaceo: € 17,10, ebook  9.99

Riassumendo
  • 8.5/10
    Tra memoria e realismo magico - 8.5/10
8.5/10

Quarta di copertina

Se questo libro fosse un disco, magari uno della leggendaria collezione di Murakami, sarebbe un concept album. Otto racconti molto diversi ma uniti dallo stesso «strumento» suonato: la prima persona singolare.

Alfonso d'Agostino

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