Recensioni volanti: La lotteria di Shirley Jackson e l’ultimo Zerocalcare

Recensioni volanti: La lotteria di Shirley Jackson e l’ultimo Zerocalcare

Il periodo è quello che è, quindi leggo (meno) e scrivo (zero).

Però mi son finalmente goduto un racconto che mi consigliavano da anni: si trattava de la Lotteria di Shirley Jackson, contenuto nell’omonima e agilissima raccolta pubblicata da Adelphi (e quanto son belle queste edizioni mini?).

Non ho fatto in tempo quindi c’è il rischio che il paragone sia già stato fatto e quindi fondamentalmente inutile, ma nella lettura non ho potuto fare a meno di immaginarmi una sceneggiatura blackmirroriana della vicenda: la trama è praticamente perfetta per un episodio della serie netflixiana e – anzi – magari regalerebbe un po’ di respiro letterario che francamente nelle ultime uscite è evidentemente mancato. Sono tre giorni che cerco di ricordare chi me lo abbia consigliato senza alcun costrutto, quindi: egregio/a amico/a che non rimembro, grazie, ho apprezzato.

Poi, per non farmi mancare nulla, ho soffiato il naso commosso e insieme asciugato gli occhi divertiti con Zerocalcare: La scuola di pizze in faccia del professor Calcare gode di un titolo magnificamente aggressivo e – nonostante di tratti di una raccolta di pezzi che gli appassionati avranno già ammirato in uscite su blog, wired e altre piacevolezze – ha un senso complessivo chiarissimo e confortante come una coperta calda mentre infuriano gli spifferi: non siamo soli.

7/10

Quarta di copertina

Il racconto di Shirley Jackson intitolato “La lotteria” ricorda da vicino, per la fama che lo circonda, la famigerata lettura radiofonica della Guerra dei Mondi di Orson Welles. Fama non immeritata, giacché la pubblicazione sul “New Yorker” nel 1949, scatenò un pandemonio. Molti lo presero alla lettera, reagendo all’istante e poi per lungo tempo con missive indignate o atterrite alla redazione. 

Questa nuova raccolta di storie di Zerocalcare, precedentemente apparse sul suo blog, su Wired, su Best Movie, su Repubblica, l’Espresso e altrove, è la più corposa della sua produzione editoriale.

Alfonso d'Agostino

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