… che Dio perdona a tutti: Pif su carta stampata

… che Dio perdona a tutti: Pif su carta stampata
27 Apr 2019

Il confine fra una leggera ironia e la banalità è davvero labile: Pif ha dimostrato nelle sue inchieste televisive (penso a Il Testimone, naturalmente) e nei suoi film (su tutti La mafia uccide solo d’estate) di saper ben frequentare la prima tenendosi a rispettosa distanza dalla seconda. E’ uno degli aspetti che più mi convince nei suoi lavori, insieme ad uno sguardo verso l’Altro che ho trovato sempre interessante e molto intelligente.

E’ per questi motivi che ho affrontato …che Dio perdona a tutti con alte aspettative. Ahimè, per motivi che coinvolgono certamente il mio sentire e il mio percorso, non sono state rispettate.

Mi è sembrato, in più di una occasione prima ancora che nell’idea complessiva del romanzo, che si scivolasse con un po’ troppa facilità nel dire comune, un filo da bar e a un millimetro dal qualunquismo di gianniniana memoria. Non che un argomento delicato come la Fede debba essere necessariamente affrontato da un Padre della Chiesa, per carità: ricordo una delle puntate de Il Testimone in cui l’argomento era trattato attraverso l’incontro con una giovane suora con la consueta ironia e nessuna pretesa macchiettistica, che qui ho invece – con dispiacere – intuito.

Ciò detto: scrittura pulita, sicura capacità di narrare – di taglio molto cinematografico – e un paio di passaggio che muovono comunque al sorriso.

6/10
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Alfonso d'Agostino

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