Recensione romanzo L’assassinio del Commendatore di Haruki Murakami

Recensione romanzo L’assassinio del Commendatore di Haruki Murakami
12 Nov 2018

La sensazione è un po’ sempre quella di quando ti svegli e, in quello stato di semicoscienza, cerchi disperatamente di fare mente locale su quanto hai appena sognato. Magari hai anche la fortuna di avere qualcuno che dorme con te e che non si formalizza eccessivamente se provi a raccontare quell’insieme di scene un po’ slegate che, in fondo, un senso debbono averlo…

“C’è un pittore che dipinge ritratti, così veri e vividi da diventare richiestissimo sul mercato. C’è sua moglie che ha un altro. Allora lui va a vivere lontano dalle città, isolatissimo, nella casa che era stata di un grande pittore ora affetto da demenza senile. Ma il pittore, il protagonista dico, non riesce a dipingere. Blocco creativo. Fino a quando non compaiono un gufo, un quadro sconosciuto e un cliente in cerca di un ritratto, che abita di fronte a lui, ma dall’altra parte della vallata. E allora riprende a dipingere, anche se di notte sente il suono di una strana campanella, che forse è scossa dalla mummia di un monaco”.

Un sogno, apparentemente disconnesso, appunto. Con la differenza che L’assassinio del Commendatore è scritto da Murakami – quindi meravigliosamente bene, peraltro come se scrivesse solo per te – e che il sogno si interrompe sì sul più bello, ma proseguirà con il Libro Secondo. Lo aspettiamo.

SCHEDA LIBRO
Autore: Murakami Haruki
Titolo: L’assassinio del Commendatore. Libro primo
Traduzione: Antonietta Pastore
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno di pubblicazione: novembre 2016
Pagine: 411
ISBN: 978-8806237615
Prezzo (Amazon.it, clicca qui per 15% sconto): cartaceo copertina flessibile: € 17,00; eBook: € 10,99

  • 8/10
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Riassumendo

Murakami. Punto.

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Alfonso d'Agostino

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