La palude del diavolo di George Sand

La palude del diavolo di George Sand

 

143 tra romanzi e racconti, 49 scritti vari e 24 commedie: impressionante la produzione letteraria ottocentesca di Amantine (o Amandine) Aurore Lucile Dupin, scrittrice francese più noto come George Sand, nome utilizzato in un’epoca in cui uno pseudonimo maschile risultava più rassicurante per un pubblico poco abituato all’arte letteraria femminile.

Ed è sorprendentemente moderna la sua biografia, che Wikipedia definisce da “femminista moderata” ma che nella sua contemporaneità deve aver frantumato ben più di un muro: tra amori complicati (tra i quali lo scrittore Alfred De Musset – che le scrisse di essere innamorato di lei e di volerla conoscere dopo aver letto il suo romanzo Lelia – e un anziano Chopin) e l’impegno politico e sociale, Amantine sembra perfetta per un recupero modernizzante della sua opera. 

Ed anche ne La palude del diavolo, romanzo datato 1846 che risente inevitabilmente del peso del tempo e di un certo tipo di prosa oggettivamente lontanuccio dai miei gusti, si scoprono temi di modernità assoluta: la trama è riassumibile in una riga con rischio altissimo di spoiler – quindi soprassiedo – ma tra le righe di un romanticismo di metà Ottocento si innalzano lodi a un mondo rurale che sta scomparendo e a una natura che l’uomo ha smesso di considerare amica, trasformandola in pura risorsa da sfruttare (Greta Thunberg, sei tu?).

Un romanzo breve che racconta di perdita, personale e sociale, ancora in grado di sussurrare rimpianto a quasi due secoli dalla sua concezione. 

SCHEDA LIBRO
Autore: George Sand
Titolo: La palude del diavolo
Editore: Ghostly Whisper Limited 
Collana: –
Anno di pubblicazione: 1846 (prima edizione)
Pagine: 138
ISBN: 978-1915077028

PROGETTI

1001 libri da leggere

Letti: 127; da leggere: 874

Riassumendo
  • 7.5/10
    Segnato dal tempo ma con qualche attualità - 7.5/10
7.5/10

Quarta di copertina

La spontaneità e la dolcezza di un amore che nasce tra dolore e rimpianto. Un sentimento che supera la disperazione, la lontananza, la solitudine e la paura in un luogo selvaggio, minaccioso, ma affascinante. La Palude del Diavolo.

Alfonso d'Agostino

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