Ho ucciso Enrico Mattei di Federico Mosso

Ho ucciso Enrico Mattei di Federico Mosso

 

Curiosamente, sia i social letterari (Goodreads, Anobii) che i negozi online attribuiscono a Ho ucciso Enrico Mattei di Federico Mosso una lunghezza di 220 pagine. In realtà siamo ampiamente oltre le 350, preziosa postfazione inclusa, e francamente me le sono godute tutte. 

Il lavoro letterario di Federico Mosso è di difficile definizione: in un memorabile saggio di qualche anno (urca, ormai saranno decenni) fa, i Wu Ming hanno dato vita ad una definizione perfetta: “oggetti narrativi non identificati”, pagine al limite fra storia e romanzo, fra creatività e cronaca, in cui realtà e immaginazione si mescolano sapientemente. In Ho ucciso Enrico Mattei si respira il profumo di una ricerca storica profonda, ci si gode lo sviluppo di personaggi credibili e perfettamente disegnati, ci si interroga su “cosa sarebbe potuto succedere” e ci si domanda, ancora una volta, se il destino di questo nostro meraviglioso paese debba essere necessariamente in bilico fra la spy-story e il rumore dei cocci del tradizionale vaso stretto fra quelli di materiali più resistenti. 

Ho ucciso Enrico Mattei è un bellissima lettura, una delle migliori che mi siano capitate quest’anno tra le mani. Non amo scomodare i mostri sacri, ma l’accostamento a Ellroy – chi ha amato American Tabliod non potrà che concordare – non è affatto esagerato. 

 

 

SCHEDA LIBRO
Autore: Federico Mosso
Titolo: Ho ucciso Enrico Mattei
Editore: GOG
Collana: –
Anno di pubblicazione: 2021
Pagine: 360
ISBN: 978-8885788411
Prezzo (Amazon.it, 15% sconto): cartaceo: € 18,05

Riassumendo
  • 8.5/10
    Tra thriller e romanzo storico - 8.5/10
8.5/10

Quarta di copertina

Nel marzo 2021, un Boeing 787 di Air France in volo da Parigi a New York incappa in una grande turbolenza prima di atterrare. Tre mesi dopo lo stesso aereo, con gli stessi passeggeri e un identico equipaggio, ricontatta i controllori di volo dell’aeroporto JFK. L’inspiegabile duplicazione preoccupa CIA, FBI e gli alti comandi dell’esercito, che dirottano l’aereo in una base militare.

Alfonso d'Agostino

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