L’inferno di Treblinka di Vasilij Grossman

L’inferno di Treblinka di Vasilij Grossman

 

Il 30 marzo del 1955, Vasilij Grossman – giornalista, combattente, scrittore, poi per decenni silenziato dal comunismo sovietico – salì le scale del Museo Puskin di Mosca e si avvicina alla Madonna Sistina: è un quadro di Raffaello, commuovente come possono essere i grandi quadri, sottratto dall’Armata Rossa vincitrice alla Pinacoteca di Dresda e in procinto di essere restituito, a dieci anni dalla fine del conflitto, ai tedeschi. Forse non avrete immediatamente in mente il quadro, ma di certo avrete visto un miliardo di volte i due angioletti in basso, ai piedi di Maria.  

Grossman si ferma di fronte al quadro, e immediatamente gli torna alla memoria il suo ingresso a Treblinka, lager in cui fu uno dei primi ad entrare nel 1944: “Il ricordo di Treblinka aveva invaso la mia anima, e in principio non riuscii a capire… Era lei, la Madonna che camminava di un passo leggero, piedi nudi sulla terra tremante di Treblinka, dal luogo di scarico del treno fino alla camera a gas. La riconobbi dall’espressione del viso e degli occhi. Vidi suo figlio, e lo riconobbi dall’espressione straordinaria, non infantile. Così erano le madri e i bambini a Treblinka.”

Il reportage su Treblinka scritto da Grossman fu pubblicato nel 1944, due mesi dopo il suo ingresso nel campo di sterminio, ed è una delle più potenti testimonianze dell’orrore a cui essere umano potrà mai essere chiamato. L’impatto emotivo a cui ciascuno di noi è tenuto è quasi un dovere: bisogna spalancare gli occhi, lasciare che il cervello e il cuore siano annientati per qualche minuto dalla descrizione della scientificità con cui l’uomo si accaniva sull’uomo. L’inferno di Treblinka conta meno di ottanta pagine: parole capaci di annullare il tempo, lo spazio, il rumore intorno a te.

Sono le immagini, i suoni, i silenzi che si riaffacciano nella mente e nel cuore di Grossman mentre sosta davanti alla Madonna Sistina: ne nacque un racconto che di pagine ne conta ancora meno, e che rimase censurato e inedito fino al 1989, perchè il regime sovietico non poteva sopportare che il suo popolo leggesse che “La forza della vita, la forza dell’umanità è enorme, e neppure la violenza più feroce e sistematica è in grado di sottometterla, può soltanto ucciderla. Ecco la ragione della serenità che appare sui volti della Madre e del Figlio: sono invincibili”.

L'inferno di TreblinkaSCHEDA LIBRO
Autore: Vasilij Grossman
Titolo: L’inferno di Treblinka
Editore: Adelphi
Collana: Biblioteca minima n. 41
Anno di pubblicazione: prima edizione: 1944
Pagine: 79
ISBN: 978-8845924842
Prezzo (Amazon.it, 15% sconto): cartaceo: € 6,65, ebook: € 2,99

Riassumendo
  • 9/10
    Memorabile - 9/10
9/10

Quarta di copertina

La più terribile fabbrica della morte nazista nel folgorante, esemplare reportage – fondato su testimonianze di prima mano e scritto subito dopo la liberazione del campo, nell’autunno 1944 – da un inviato d’eccezione.

Alfonso d'Agostino

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