Scheletri di Zerocalcare

Scheletri di Zerocalcare

Io ricordo distintamente tre momenti in cui ho fatto girare mezzo vagone della metropolitana mentre leggevo e ridevo con le lacrime agli occhi: il primo lo devo a David Foster Wallace e alla sua nave da crociera, il secondo a Bill Bryson in giro per l’Europa, il terzo a Zerocalcare e alla sua assistenza telefonica a mamma-con-problemi-al-pc.

Tutto ciò per dire che Zerocalcare lo leggo da un bel po’, decisamente da prima che pubblicasse in cartaceo. Anzi, le prime edizioni in libreria per me erano un già letto, comprato proprio perché ci tenevo a testimoniare al mondo e a me stesso che “ce l’aveva fatta”.

Il rischio maggiore – essenzialmente quello di stufarsi un po’ – con Zerocalcare non sussiste: come è giusto che sia per chi mescola sapientemente fiction e biografia, i libri di Zerocalcare crescono insieme a lui, al suo accumulare esperienza, incontri, vita.

Scheletri è la migliore testimonianza di una crescita: la vis comica è forse meno virulenta (i nani voce della coscienza lavorativa però mi han fatto schiantare), la forza narrativa è imparagonabilmente più solida. La struttura, dichiaratamente noiristica, funziona secondo i canoni di genere, su un paio di passaggi ho pensato a Lansdale cresciuto a Rebibbia, ma – e sottolineo in grassetto soprattutto – Scheletri è un libro pro-fon-do. Pesca nella nostra storia personale, negli amici perduti, nell’errore fatto che ti perseguita, nell’amarezza del gettare uno sguardo indietro. L’ultima tavala è, per citare, una pizza in faccia.

MoglieRiccia dice che ci sarebbe bisogno di un abbraccio, e ha davvero ragione lei.

SCHEDA LIBRO
Autore: Zerocalcare
Titolo: Scheletri
Editore: Bao Publishing
Pagine: 240
ISBN: 978-8832734898

7/10

Quarta di copertina

Diciotto anni, e una bugia ingombrante: Zero ogni mattina dice alla madre che va all’università, ma in realtà passa cinque ore seduto in metropolitana, da capolinea a capolinea. È così che fa la conoscenza di Arloc, un ragazzo un poco più piccolo di lui che ha altri motivi per voler perdere le sue giornate in un vagone della metro B di Roma…

Alfonso d'Agostino

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