Austerlitz di Winfried G. Sebald: semplicemente clamoroso

Austerlitz di Winfried G. Sebald: semplicemente clamoroso

Dal punto di vista della stretta qualità letteraria, certamente nella Top 3 dei libri letti nel 2020: Austerlitz di Winfried G. Sebald è un romanzo – ma la definizione è riduttiva come non mai – cla-mo-ro-so.

Austerlitz è un complicato viaggio nella storia e nella memoria di Jacques Austerlitz, professore di storia dell’architettura, viaggiatore, uomo coltissimo, raccontata dalla voce di un amico. Un’amicizia magnifica, tra l’altro, nata quasi per caso e che costituisce forse la lama di luce più luminosa in un testo che non è certamente di facile lettura.

La forma narrativa è meravigliosa (e di conseguenza l’edizione Adelphi): scritti, disegni e fotografie si succedono in un esercizio letterario che no è puramente stilistico ma assolutamente al servizio del racconto e del messaggio di Sebald: una continua, instancabile ricerca di senso attraverso la scoperta di radici, origini, appartenenza. Una ricerca che si trascina dietro i toni dell’angoscia e dell’amarezza e che costituisce, in un unico e formidabile testo, una sorta di biografia dell’Europa e delle sue contraddizioni storiche, delle sue ambizioni di civiltà, della sua stessa essenza.

Austerlitz mi ha convinto al 100%, in ogni sua pagina: è uno di quei romanzi che – citazione dopo citazione, riferimento dopo riferimento – non ti stancheresti di leggere con un libro in una mano e un tablet-econclopedico nell’altra, che ti spinge a fare ricerca, a scoprire artisti poco noti, luoghi mai frequentati, palazzi che hanno visto la Storia ma che non hanno fatto la storia. Magnifico, e più che meritevolmente presente nella lista dei 1001 libri da leggere a tutti i costi.

SCHEDA LIBRO
Autore: Winfried G. Sebald
Titolo: Austerlitz 
Editore: Adelphi
Pagine: 315
ISBN: 978-8845920448

9.5/10

Riassumendo

Jacques Austerlitz è un professore di storia dell’architettura, studioso di quei luoghi che, soprattutto nell’Ottocento, tendevano ad assumere forme involontariamente visionarie. Alto, dinoccolato, molto somigliante a Wittgenstein cui lo accumuna un vecchio zaino che costantemente porta in spalla, Austerlitz vive a Londra in un appartamento spoglio, privo di affetti e povero di amicizie. 

Alfonso d'Agostino

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