Passeggiate letterarie a Trieste

Passeggiate letterarie a Trieste

115 preziosissime e godibilissime pagine: Matteo Chiavarone racconta Trieste attraverso i suoi autori, le sue atmosfere, la sua magia che a volte sembra sospesa nel tempo e nello spazio. Spessissimo sono le parole di Claudio Magris ad accompagnare il lettore in queste passeggiate letterarie: non credo sia necessaria dire altro, se non che A Trieste, passeggiate letterarie regala davvero una serie di spunti, suggerimenti, suggestioni preziosi.

Il problema sono stato io: io, proprio io, che – stupidamente, diciamolo – l’ho pescato sullo scaffale dei non-ancora-letti e ho avuto la brillantissima idea di portarmelo in terrazza in una pausa pranzo. E dire che al momento mi era sembrata una buona idea: lettura agile, qualche ricordo, il necessario momento di stacco fra una mattina impegnativa e un pomeriggio complesso.

E invece, in questa nostra situazione di forzata immobilità, sono incappato quasi subito (pagina 26) in questo:

Il caffè è il luogo in cui si può stare contemporaneamente soli e fra la gente.

Claudio Magris, Microcosmi

E’ stata la mia prima, pesantissima botta da quarantena: mi sono chiesto quando riuscirò a tornare al Tommaseo. Sempre amato il Tommaseo, più del Tergesteo e più del Caffè degli Specchi. Quando ero solo, entravo e mi sedevo a un tavolino – sempre lo stesso, se possibile – ed era il momento in cui mi rendevo davvero conto di essere rientrato in città. Quando sono stato per la prima volta a Trieste con MoglieRiccia, abbiamo bevuto lì il caffè (e lei milanesamente stava puntando al bancone, come è normale che sia). Ci penso spesso, al Tommaseo, ma ci ho sempre pensato distante per motivi di lavoro, per scelta familiare, per una decisione mia insomma. Oggi no, e in un secondo di sangue freddissimo nelle vene me ne sono reso conto all’improvviso.

SCHEDA LIBRO
Autore: Matteo Chiavarone
Titolo: A Trieste. Passeggiate letterarie
Editore: Giulio Perrone Editore
Pagine: 115
ISBN: 978-8860043634

7.5/10

Riassumendo

A Trieste la posizione geografica non è solo collocazione spaziale, ma è la coscienza stessa della città. È così da sempre: non sono i confini tanto agognati, ma il mare, il golfo, gli altipiani del Carso a far infiammare le tante anime di Trieste. 

Alfonso d'Agostino

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