Recensione Furland di Tullio Avoledo

Recensione Furland di Tullio Avoledo
04 Nov 2018

Ogni volta che leggo Tullio Avoledo è “Maledizione, perché non ci ho pensato io?”. Cioè, poi subentra il piacere della lettura, la capacità di avvincere e far pensare, lo stupore di fronte allo sviluppo di una trama che nelle sue caratteristiche distopiche e fantastoriche resta magnificamente credibile. Ma poi, ogni volta, è “Maledizione, perché non ci ho pensato io?”.

Anche l’ultimo romanzo di Avoledo è “Maledizione, eccetera”. Quello che è probabilmente l’autore italiano che leggo con più interesse ambienta il suo Furland in una terra del Nord-Est – il Friuli Venezia Giulia, appunto – staccatosi dall’Italia e divenuto, anche grazie a finanziamenti stranieri, una sorta di gigantesca Disneyland della Storia: nelle sua valli si ricreano villaggi celtici, nelle sue piazze si rievocano rastrellamenti nazisti, nella sua Trieste rivivono Cecco Beppe e un mondo di aristocrazia e nobiltà. Il tutto con l’accompagnamento di personaggi a cui ci si affeziona in un istante (il sosia di Hemingway è un gioiello inestimabile), di dialoghi semplicemente perfetti e persino, in questo romanzo specifico, una serie di riferimenti storico-aeronautici che mi hanno fatto letteralmente leccare i baffi.

L’ultimo romanzo di Tullio Avoledo è, semplicemente, tra le mie migliori tre letture dell’anno. Punto.

SCHEDA LIBRO
Autore: Tullio Avoledo
Titolo: Furland
Editore: Chiarelettere
Collana: Narrazioni
Anno di pubblicazione: ottobre 2018
Pagine: 255
ISBN: 978-8832960006
Prezzo (Amazon.it, 15% sconto): cartaceo copertina flessibile: € 14,02; eBook: € 9,99

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Alfonso d'Agostino

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