Recensione antologia Anteprima nazionale – Minimum fax

Recensione antologia Anteprima nazionale – Minimum fax
16 Ago 2018

Io amo le antologie di racconti.

Le amo da sempre e lo testimoniano gli scaffali dedicati nella nostra libreria, che non posso fotografare perché siamo venuti a prendere un po’ di fresco in Valle d’Aosta e seguiranno reportage fotografici, racconti entusiastici e foto con la sciarpa della Triestina quasi in cima al Monte Bianco. Però, dicevo, amo le antologie di racconti.

E amo in particolare quelle tipo Anteprima nazionale edita da Minimum Fax per almeno tre motivi.

Primo: è un’antologia “monotematica” ma non nel senso riduttivo che si regala di solito a questo termine. Significa che il curatore ha chiamato autori diversi a confrontarsi con un tema, che in questo caso era “come sarà un giorno l’Italia”. Da similitudini e diversità messe a confronto fra loro nascono riflessioni – anche amare, nel caso specifico – e soprattutto pen-sie-ro. Il che, anche in vacanza prendendo il fresco, riveste una certa importanza.

Secondo: Anteprima nazionale mi ha fatto conoscere un paio di autori che non conoscevo e che – come sempre accade in queste occasioni – oggi sono in wishlist e domani saranno parte del mio conosciuto letterario. Tipo Tommaso Pincio, che qui immagina un’Italia ferita dal nucleare in uno dei racconti più riusciti del volume, o Giorgio Falco, che ha intessuto una storia delicatissima.

Terzo: Anteprima nazionale mi ha regalato alcune pagine scritte da autori che seguo con passione da anni. Come Giuseppe Genna, Giancarlo De Cataldo e – per me, soprattutto – Tullio Avoledo, uno di cui leggerei anche le liste della spesa (fosse possibile) e che non manca mai di emozionarmi, commuovermi, farmi rabbrividire.

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Alfonso d'Agostino

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