Recensione di La città interiore di Mauro Covacich

Recensione di La città interiore di Mauro Covacich
20 Lug 2018

(Nel frattempo ho letto anche l’ultimo Malvaldi, A bocce ferme: i romanzi di Malvaldi sono preziosi e rassicuranti come l’amico che si ricorda la carta igienica per il campeggio. Qualcosa su cui puoi sempre contare. Non delude, guida sobriamente mentre il resto della macchina è vicina al coma etilico, fa i conti in pizzeria e non sbaglia un colpo. Così).

Poi però ho letto il libro della mia estate. Ha una copertina meravigliosa – lode ai tipi de La nave di Teseo – e lo ha scritto un autore che mi riempie il cuore e il cervello ogni volta che piazzo gli occhi su qualcosa che ha prodotto, saggio, articolo o romanzo che sia. Mauro Covacich è uno di cui vorrei avere un libro con dedica autografa.

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Spesso fungo da Pro Loco alabardata per colleghi o amici lombardi: essere nato a Trieste e vivere a Milano lo rende inevitabile. La fortuna di aver visto la luce in una delle città più particolari del mondo aiuta enormemente: i percorsi proposti sono facili da ritagliare su misura. È semplice accontentare sia l’amico appassionato di gastronomia che quello ricolmo di letteratura, l’innamorato di natura e il cultore della storia: il bello è che questi percorsi si incrociano inevitabilmente.

Ecco, dopo averne assorbito ogni sillaba con le pupille ed essermi appuntato decine (ma decine veramente) di approfondimenti possibili, questa mattina dichiaro: non partite per la Venezia Giulia o per la meravigliosa costa istriana senza aver letto La città interiore di Mauro Covacich.

Se volete comprendere per un minuto appena quanta storia, letteratura, vita e poesia abbiano profumato queste terre. Se avete amato Svevo o le poesie di Saba, ma volete andare anche al cuore popolare della mia città. Se, insomma, volete vi-ve-re Trieste e dintorni, fra aneddoti familiari e ricordi di tutti, comprate e leggete La città interiore di Mauro Covacich.

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Alfonso d'Agostino

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