Come sugli alberi le foglie di Gianni Biondillo

Come sugli alberi le foglie di Gianni Biondillo
03 Dic 2016

Se si escludono le liste della spesa accartocciate dopo l’uso (immagino le verghi anche lui), credo di aver letto quanto è umanamente leggibile di Gianni Biondillo. E credevo persino di averlo inquadrato, letterariamente parlando. Pensa un po’.

Poi mi ritrovo in mano “Come sugli alberi le foglie”, che tra l’altro vanta una delle più eleganti copertine del 2016, lo divoro come un labrador una polpetta e mi rendo conto che (ancora una volta) non avevo capito niente: Biondillo non è un giallista, un è un saggista, non è un romanziere storico. E’ semplicemente uno Scrittore con una stracavolo di S maiuscola.

come sugli alberi le foglie

Sono cresciuto andando a cercare spezzoni di bombe della prima guerra mondiale sul Carso: si inforcava la bicicletta, si scalava una collinetta sentendosi Bartali sul Pordoi, ci si inoltrava nella vegetazione scarna e tenace sopra Doberdò e di scavava fino a trovare qualcosa che facesse presa su una calamita trovata nelle patatine. Quello, quindi, non era un sasso, ma un frammento metallico che aveva attraversato aria, corpi, carne, sangue prima di infilarsi nel terreno.

“Come sugli alberi le foglie” racconta esattamente questo: prende come (magnifica) scusa la volontà di raccontare la storia di artisti futuristi guasconamente diretti al fronte dove si combatteva la sola igiene del mondo e annegati nel fango delle trincee, nell’idiozia degli assalti alle postazioni nemiche, nei reticolati spinati. E’ una (magnifica) scusa per raccontare di ragazzi che avevano l’età degli alunni di mia moglie, di sogni adolescenti divenuti desideri di uomini, di mariti che parlavano dialetti diversi e combattevano sotto una stessa bandiera.

L’ultimo romanzo di Biondillo è talmente bello che mi verrebbe quasi da utilizzare l’espressione “andrebbe fatto leggere a scuola”, che credo sia più abusata di “in Italia ogni cento metri c’è un monumento” e appena di meno di “tanto alle elezioni poi vincono tutti”. Quindi aspetterò di tornare a casa, andrò a cercare una scheggia sul Carso e la incollerò alla copertina di “Come sugli alberi le foglie”, perchè è più giusto così.

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Alfonso d'Agostino

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