Una mostra su Jannacci (e su gente d’altri tempi)

Una mostra su Jannacci (e su gente d’altri tempi)
23 Dic 2015

Dovevo avere dieci o undici anni, e tra le mura della casa patronale di Monfalcone risuonavano le note di “Vengo anch’io, no tu no”. Merito del fratellone più grande, il regista – tra le altre cose – di una versione romanzesca e riammodernata d “I promessi sposi” e di un filmato sulla “estrazione dell’8” che ancora utilizzo gioiosamente.

Anni dopo, ricordo la scintilla di orgoglio e felicità del nostro primogenito dopo l’incontro de visu con il più famoso Enzo milanese: ai tempi il mio idolo incontrastato era la punta dell’Unione che vedevo ogni paio di settimane, quindi non comprendevo pienamente l’emozione di trovarsi faccia a faccia con chi ha segnato un pezzo della tua strada. Oggi, dopo aver stretto la mano di Guccini spaccandogli i maroni mentre pranzava a Bologna, posso capire un po’ di più.

L’introduzione biografica mi serve per lanciare “Gente d’altri tempi“, una mostra organizzata con il contributo di una cinquantina di artisti per sostenere la Caritas e l’associazione Scarp de’ Tenis, che mi auguro non necessitino di presentazione (al limite, a fine post trovate i link). E’ di una raggiungibilità meravigliosa perché ospitata nella prima sala a sinistra una volta entrati al Castello Sforzesco, quindi poche scuse e andateci.

Vi troverete a percorrere la storia e le suggestioni di un purissimo poeta milanese, uno in grado di fissare – con la musica e quella voce così particolare – qualche decennio di storia meneghina con tratti evocativi, caratteristici senza mai essere macchiettistici. Jannacci ha eternato una umanità dolente ma sempre dignitosa, le periferie esistenziali e urbanistiche, i cosiddetti “margini della società” che poi della Società sono gli interpreti più emozionanti.

Gli artisti che hanno voluto interpretare i testi di Jannacci sono riusciti nello stesso intento, e se è vero – come è vero! – che è quasi impossibile percorrere la sala conferenze Bertarelli senza canticchiare almeno un po’, è altrettanto reale la purissima commozione che coglie per alcuni di questi piccoli capolavori

Silver interpreta "El portava i scarp del tennis"

Silver interpreta “El portava i scarp del tennis”

 

"Il passaggio a livello" interpretato da Danilo Barozzi

“Il passaggio a livello” interpretato da Danilo Barozzi

Le opere, donate gratuitamente dagli autori, saranno battute all’asta il prossimo 1 febbraio 2016 (h. 18) alla Porro & C. di via Olona 2 a Milano per sostenere i progetti della Caritas Ambrosiana e di Scarp de’ tenis. Ci vediamo lì, tutti quanti: quelli che non hanno una missione da compiere, quelli che sono onesti fino a un certo punto, quelli che fanno un mestiere come un altro, quelli che aspettando il tram e ridendo e scherzando, quelli che aspettano la fidanzata per darsi un contegno, quelli che la mafia non ci risulta, quelli che ci hanno paura delle cambiali. Oh yes.

Gente d’altri tempi
dall’11 dicembre 2015 al 15 gennaio 2016
c/o Sala conferenze Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”
Orari
lunedì-venerdì: 9-17.30
sabato-domenica: 14-17.30
Ingresso libero

Sarà chiusa al pubblico il 25 dicembre 2015 e il 1° gennaio 2016.

LINKOGRAFIA
Il sito della Caritas Ambrosiana
Scarp de’ tenis, il mensile della strada

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Alfonso d'Agostino

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