Recensione Auto da fé di Elias Canetti

Recensione Auto da fé di Elias Canetti
16 Dic 2015

Ci sono giri del mondo letterari e libri che ti fanno fare il giro del mondo.

A cominciare dall’autore: Elias Canetti, nato in Bulgaria, naturalizzato britannico, scrittore di lingua tedesca, insignito con il Premio Nobel (svedese) per la letteratura nel 1981, noto per influssi taoisti e buddhisti nei suoi scritti. E poi, naturalmente, c’è il romanzo.

CANETTI_auto1

Auto da fé“, primo e unico romanzo di Canetti, è ambientato in quella Vienna austriaca che ancora profumava di MittelEuropa (facendomi un po’ sentire un pochino a casa mia) negli anni che seguono il primo conflitto mondiale e che anticipano il sorgere e l’affermarsi del nazismo. E se non avessimo piantato un numero sufficiente di bandierine in giro per il globo, abbiamo la possibilità di innalzarne un’altra: per la forza dei personaggi e per alcuni accenni (non troppo velati) al demoniaco, è inevitabile un accostamento a Dostoevskij, con il quale Canetti condivide certamente l’interesse per il lato più oscuro dell’animo umano. E così anche la Russia è servita…

Elias Canetti

Elias Canetti

Il protagonista è il quarantenne Peter Kien, sinologo di fama mondiale ma scarsamente interessato alla fama e alla gloria: unico suo interesse sono i libri, per i quali ha una adorazione quasi mistica e quasi religiosa. Percepisce confusamente il pericolo della socialità e del confronto e quando prova ad affrontarlo i risultati sono tragici: la sua donna di servizio, che in impulso di ricerca di felicità arriva a sposare, si dimostra un essere insulso che in combutta con il portiere dello stabile ha come unico obiettivo la rovina finanziaria del protagonista. Ed è solo l’inizio… Senza spoilerare eccessivamente, vi basti sapere che tutti (e intendo davvero tutti) i personaggi che incontrerà susciteranno il vostro odio più feroce.

E forse, in fondo, è esattamente questo il miglior e più potente messaggio che questo romanzo anomalo, sospeso fra realtà e fantasia, ci regala: l’odio per l’odio, l’odio per la malvagità gratuita, l’odio per l’incomprensione dell’unicità di un uomo.

LA CITAZIONE:
Per lei non si poteva prendere in considerazione che un romanzo. Non che dai romanzi la mente tragga molto nutrimento. Il piacere che forse essi offrono lo si paga a carissimo prezzo: essi finiscono per guastare anche il carattere più solido. Ci s’abitua ad immedesimarsi in chicchessia. Si prende gusto al continuo mutare delle situazioni. Ci si identifica con i personaggi che piacciono di più. Si arriva a capire qualunque atteggiamento. Ci si lascia guidare docilmente verso le mete altrui e si perdono di vista le proprie. I romanzi sono dei cunei che un autore con la penna in mano insinua nella chiusa personalità dei suoi lettori. Quanto più egli saprà calcolare la forza di penetrazione del cuneo e la resistenza che gli verrà opposta, tanto più ampia sarà la spaccatura che rimarrà nella personalità del lettore. I romanzi dovrebbero essere proibiti dalla legge.

SCHEDA LIBRO
Autore: Elias Canetti
Titolo: Auto da fé
Traduzione:L. Zagari, B. Zagari
Collana: Gli Adelphi
Pagine: 548
ISBN: 978-8845916540

ACQUISTO
Amazon.it: Edizione cartacea con copertina flessibile (euro 12,75)

PROGETTI
1001 libri da leggere: la lista completa
Giro del mondo letterario: Bulgaria

bulgaria


share

Alfonso d'Agostino

Rispondi